Resoconti

1-3 giugno 2018 – Lago Trasimeno

“Un cuore blu nella verde Umbria” è il titolo che è stato dato a questo primo trekking da due giorni dell’anno in corso. Ed ora eccomi qui, non ho più scusanti, la scuola è terminata (si fa per dire) ed io mi ritrovo ad un mese di distanza, con i soliti problemi di memoria labile, a fare il resoconto che non ho avuto il tempo di scrivere prima. Mi ritrovo, soprattutto, a doverlo fare dopo aver letto quello sul Monte Gennaro di Marina M. . Questo è il secondo problema. Chi mai potrà arrivare a misurarsi con il suo? Certo io no. Perciò: bando alle ciance e via!

Da segnalare subito, intanto, che il 2018 è veramente un anno un po’ sfortunato per le uscite di Arcoiris; alcune rimandate una o due volte, poi cancellate, causa maltempo; altre disdette all’ultimo causa malore della guida. Questa no, quest’uscita sul Lago Trasimeno è puntuale e puntuali arrivano le informazioni delle nostre meravigliose guide: Marina e Gabriella. Cominciano ad arrivare le mail poco dopo la metà di maggio, con tutte le informazioni: sull’albergo, i pasti, i percorsi e le relative difficoltà, i costi, i partecipanti, la sistemazione nelle stanze matrimoniali, triple, singole, al sole, all’ombra. E quante ne volete! Io personalmente ho cambiato coniuge ed occuperò una matrimoniale con Katharina che, anche con il caldo, usa la copertina. Massimo non ce l’ha fatta a venire a causa di un dolore alla gamba. Non è l’unico coniuge assente d’altronde; manca anche Lamberto che non ha risposto in tempo alla mail di Marina. L’ultima mail arriva il giorno prima della partenza: si prevede caldo: “Portate creme protettive e cappellini, ma anche il costume per la piscina”, avvisano Marina e Gabriella. Insomma sembra il meccanismo di un orologio svizzero, anche se noi, fra i nostri soci, in realtà abbiamo solo due tedesche. Anche loro, però, sono precise ed infatti sono entrambe presenti sul lago.

L’appuntamento è per le 20 di venerdì 1° giugno all’albergo dove alloggeremo, l’hotel Ali sul Lago di San Feliciano. Lì ci ritroviamo in venticinque: Eugenio è stato incastrato al lavoro; che disdetta, lui che aveva accompagnato Marina nell’ultimo sopralluogo, sostituendosi a Gabriella, che a sua volta non aveva potuto per motivi di lavoro. Sembra quasi una canzone di Branduardi… o un gioco ad incastri. Ciò non impedisce a Peppe, che poi è Giuseppe (io, però, non riesco proprio a chiamarlo così) di pronunciare a cena una delle sue freddure “Eu-genio della lampada…”, la migliore della due giorni, secondo me.

Chi è arrivato prima ha già goduto della piscina dell’albergo e, quando arrivano gli ultimi, è già all’aperitivo; così, tanto per non farsi mancare nulla. Chi fa pasti completi, invece, sono le rondini, numerosissime, con i loro nidi, che ritrovano o ricostruiscono ogni anno; sempre lì, perché sanno che i pasti sono tutti abbondanti: tutta la zona intorno al lago è piena di moscerini, formano nugoli che in alcuni momenti quasi nascondono il paesaggio ed entrano dappertutto, anche in bocca, se non si fa in tempo a chiuderla, ma per noi di Arcoiris oltre al gusto del camminare, c’è anche quello di parlare. Come faremo? Intanto le rondini, che ormai vediamo così poco a Roma, qui scialano.

Cena in albergo, abbondante, non c’è dubbio, ma un po’ pesante, forse, o almeno lo è stata per me, che ho avuto un po’ di acidità di stomaco per buona parte della nottata. Potrebbe pure essere stato il vino, però.

La mattina successiva parte il gruppetto incaricato degli acquisti per il pranzo al sacco. Alla fine non sapevamo cosa fare di tutto il pane che è avanzato.

Il 2 giugno festeggiamo la Festa della Repubblica passeggiando, con un percorso ad anello, partendo da  Passignano, per 14 km circa. Cosa sono per noi 14 km? Niente. Lo scorso anno, dal lago di Chiusi a quello di Montepulciano, ne avevamo fatti 26! In ogni caso, percorso facile, poco dislivello e pieno di colori e di odori. Il paesaggio del lago è così riposante, rilassante! Mentre si camminava e si chiacchierava il lago era lì, con i suoi colori che ricordano il mare, ma non sono del mare; il lago era a fianco a noi, ci accompagnava e lungo il sentiero incontravamo ginestre (Tonino non ha potuto evitare di ripetere una battuta ormai logora “chiudete le ginestre”, si vede che invecchia pure lui), papaveri, rosmarino, finocchietto selvatico, aglio selvatico (Antonietta ne ha fatto una scorta). Il sentiero, ecco: qualche momento di indecisione delle guide non è mancato, ma noi non manchiamo di spirito, non ci lamentiamo e non ci perdiamo. Arriviamo alla fine del percorso e prendiamo d’assalto un bar: caffè, gelati, birre; servivano proprio! Il percorso era facile, l’ho detto, ma il caldo ci ha stremato e così appena tornati in albergo più di uno di noi si butta in piscina prima della doccia o dopo la doccia, non importa, ciò che conta è rinfrescarsi.

Si riparte per Passignano per andare a cena all’agriturismo Antica Molinella. La cena è stata decisamente migliore di quella della sera precedente e concludiamo i festeggiamenti della Festa della Repubblica festeggiando ben due compleanni: quello di Patrizia e quello di Benedetto.

La passeggiata di domenica è ancora più semplice, più breve. Prendiamo il traghetto al molo proprio a due passi dall’albergo; pochi minuti di traversata, papere nuotanti, arietta che spettina i capelli, traghetto pieno, acque tranquille. Beh, ci credereste? Lucilla è riuscita a sentirsi male anche così, con l’acqua praticamente immobile. Arriviamo all’isola Polvese, che, a dispetto del nome, è la più grande delle isole del Trasimeno, che ha anche un’isola Maggiore ed una Minore. Sembra di parlare del Lago Maggiore che non è il maggiore: misteri d’Italia! Poi i miei ragazzi, a scuola, sbagliano. E ti credo! Il giro dell’isola, appena 3 kilometri, è più che agevole e, per fortuna, con alcuni tratti all’ombra, ma quante cose interessanti in un fazzoletto di terra in mezzo all’acqua: coltivazioni, paesaggio naturale, resti storico-archeologici a partire dai Romani, sempre loro (oh, sono arrivati proprio dappertutto), Castello medievale, Giardino delle Piante Acquatiche, Monastero Olivetano, Ostello. Con tutta questa roba si potrebbe pensare ad un sovraffollamento incredibile, invece no, non è così. L’ostello è così ben tenuto che viene voglia di venirci a passare qualche giorno in santa pace. Chissà? Io un pensierino in tal senso l’ho fatto e, come sempre, penso ai miei ragazzi di scuola, magari ad ottobre ce li porto. Qualcun altro, invece, pensa di passarci l’ultimo giorno dell’anno.

Ce ne andiamo dall’isola, torniamo a prendere i nostri bagagli in albergo e ripartiamo. Baci, abbracci, saluti, felici di essere stati ancora una volta insieme, per camminare, ridere, chiacchierare e ragionare. Ragionare anche di politica e di questi tempi sappiamo tutti come sia difficile. In quei due giorni eravamo col fiato sospeso per l’arrivo del nuovo governo gialloverde. Ora, a distanza di un mese, purtroppo, ci siamo accorti di quanto saranno brutti i prossimi anni.

È brutto, lo so, chiudere così. Concordate, però che mala tempora currunt?

Caterina

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