Scheda - Isola del Giglio

da sabato 19 maggio a domenica 20 maggio 2012

Le escursioni

Sabato: Il selvaggio versante orientale. Dal Castello alle Cannelle e alle Caldane, con variante per la Cala degli Alberi. Escursione impegnativa nella variante che passa per Cala degli Alberi. Per entrambi le varianti lungo il percorso solo rare zone d’ombra. I dislivelli non superano i 476 metri, pari al dislivello tra il punto più alto dell’Isola e il mare.

Partendo dal Castello, con il sentiero 19 si sale per una breve e ripida salita attraverso una pineta , poi si va in piano e in leggera discesa sino a Le Porte (30 min.)

Una serie di segnali ci indica un breve tratto di strada sterrata che ci porta (20 min.) al punto di imbocco dei sentieri 21 (Cannelle) e 24 (Cala degli Alberi); qui il sentiero è pulito ma presenta molti tratti di fondo aspro a causa dello scolo delle acque piovane, che hanno provocato solchi profondi.

Questi itinerari permettono di godere appieno il versante orientale dell’Isola, ben diverso da quello occidentale. La macchia arbustiva si sussegue a larghi spiazzi di granito, il sentiero diventa talora un canalone aspro, attraversando o percorrendo tratti dei valloni dei Dobbiarello, della Buzzena, delle Caldane. In alto corre il sentiero dei Sassoritto (27) lungo il quale, almeno al suo inizio, si intuiscono i coltivi che non hanno potuto seguire le balze scoscese. Il fascino di questo versante dell’isola è particolarmente selvaggio e non lascia spazi alla romantica durezza dei versante occidentale, trasformato dalla fatica e dalla pazienza infinita dei Gigliesi nei secoli passati. Qui, se mai, si possono cercare le suggestioni delle cave di granito, note fin dai tempi dei Romani. Dopo altri 15 minuti i due percorsi si dividono.

Prima variante: sentiero 24 per Cala degli Alberi e da lì per Cala delle Caldane e Cala delle Cannelle

Scendendo attraverso un ripido canalone, si arriva a una ampia zona a macchia mediterranea, a tratti con cespugli più alti; siamo ormai sul mare a Cala degli Alberi e, attraversando una stretta insenatura fra gli scogli, giungiamo all’Hermitage, pensione e azienda agricola nascosta tra i pini (105 minuti); tra le altre attività, cura un piccolo allevamento di asini, di cui avremo probabilmente sentito il verso durante il percorso.

Si passa attraverso le varie costruzioni dellHermitage, riattraversando l’insenatura rocciosa e si comincia un lungo saliscendi tra gli scogli e la macchia mediterranea, con tratti avvolti da cespugli e rovi e altri quasi a pelo dell’acqua, con scale scavate nella roccia e passaggi attraverso i villini costruiti sul mare.


Dopo 75 minuti si arriva alla stupenda Cala delle Caldane (dalla partenza in tutto cinque ore circa). In altri 30 minuti, per un sentiero panoramico un po’ sopra il mare, si arriva a Cala delle Cannelle, e in ulteriori 30 minuti, per strada asfaltata, a Giglio Porto, a cui si arriverà attraversando il borgo marinaro e la bella Cala dei Saraceni, con una vecchia torre e le case dei pescatori affacciate sulla piccolissima baia. Il porto vero e proprio è poco più in là.


Seconda variante: per Cala delle Cannelle e Cala delle Caldane

(Da Castello fino al bivio 65 minuti) Si scende a Cala delle Cannelle per sentiero all’inizio molto scomodo per via dei solchi scavati dalle acque piovane. Si arriva nella zona delle ormai rade coltivazioni con splendida vista e si cammina tra bei muretti a secco, fino alle costruzioni che sovrastano la Cala ( 65 minuti dal bivio).

In trenta minuti si giunge a Cala delle Caldane, da cui si deve ritornare indietro sullo stesso sentiero alle Cannelle per raggiungere il Porto (trenta minuti dalle Cannelle).

Domenica: Il Versante occidentale. Da Giglio Castello al Capo Capelrosso:

Si parte dal bivio della Panoramica che porta verso lo scarico comunale. Una parte del percorso, su sterrata, è in comune con l’itinerario del giorno prima. Si supera il bivio che porta a Cala degli Alberi/Cannelle e si imbocca il numero 26 in direzione Castellucci. E’ il punto più alto del percorso, a 476 metri s.l.m..

Da qui si comincia a scendere; un altro cartello ci indica il bivio per Sasso Ritto (sentiero 27), si imbocca invece il 28 in direzione di Capelrosso (dalla partenza 60 minuti circa).

È la storia dell’isola, i terrazzamenti dei vigneti ancora percepibili a perdita d’occhio ora dominati dalla gariga a elicriso e cisto, le miriadi di sentieri che si intuiscono percorrere ogni tratto del versante, col mare sempre presente, i vigneti verdissimi ancora coltivati, specie nei pressi del Vallone dell’Altura, rari e rassicuranti pini, la macchia profumatissima a ginestra e corbezzolo e ampie distese di cisti che ti accompagnano nell’ultimo tratto verso il faro fino a raggiungere capo CapeIrosso. (altri 80 minuti)

Una scalinata attraverso alte scogliere ci porta in un paesaggio aspro; potremo raggiungere il mare attraverso un’altra scala scavata nella roccia, fino alla Cala Schizzatoio (se il mare non è troppo calmo, il perché del nome è molto evidente!). Bagno solo per i nuotatori estremamente esperti e coraggiosi (siamo in mare profondo e aperto, senza discese artificiali).

Si ritorna indietro sul sentiero fino alla strada asfaltata, dove avremo lasciato alcune macchine che ci riportano a Giglio Castello.


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