Resoconto - Serra della Gravare da Opi

domenica 28 ottobre 2007

Come preannunciato, l’escursione si sarebbe conclusa con una spaghettata nello “chalet” dei Tribioli, in quel di Turania e io mi aspettavo che questa conclusione avrebbe richiamato l’attenzione di non pochi gastro-arcoiristi (Maurizio che fine hai fatto?). Invece all’appuntamento di Largo della Primavera eravamo in sei: io, Elsa (che “il bel tempo rimena” : toccata e fuga petrarchesca), Nadia e Cinzia, sua amica, da non confondere con la Conti, Livia Todini e Pino, suo vero “compagno” (come vedremo).

A Pescasseroli, dove siamo arrivati alle 10,15, ci attendevano I Tribioli, Bruno e Stefano. Breve sosta: Livia ha un certo languorino e si mette in cerca di qualcuno che venda pizza al taglio; è a questo punto che Pino le fa: Livia, un taglio anche per me (ecco: “compagno” è chi mangia e divide con te anche il pane, figuriamoci la pizza).

Alle 10 e 50 passiamo sotto Opi ed entriamo in Val Fondillo, che qualcuno, appena qualche anno fa, ricorderà battuta da una pioggia scrosciante, che ci costrinse alla ritirata... Stavolta, invece, un sole caldo, splendente, che inonda i turgidi (io almeno così li vedo) colori autunnali: il verde, poco però, il giallo, il rosso, il marrone, il bruno-ferro (?)... Lentamente saliamo verso la Serra delle Gravare: a un certo punto qualcuno avvista due caprioli, o camosci, o stambecchi, o scoiattoli, o chi lo sa; io non so dire, perché ho intravisto soltanto la coda del secondo. Salendo dai 1.000 circa della valle, dovevamo raggiungere quota 1.960; ma verso i 1.300 Elsa comincia ad avere i suoi capogiri, che già altre volte l’hanno infastidita ed è cominciata la gara dei buoni consigli (bevi un po’ d’acqua che t’abbassa la pressione; prendi qualche dolcetto, un kinder diciamo; riposati un po’, che ti passa...); e così siamo andati avanti ancora per due ore.

Giunti alla vista della Serra, Elsa ha detto “basta, mi devo fermare”, con mio grande sollievo, perché proprio non ce la facevo più: adesso, mentre gli altri continuano, io devo assisterla... Così, Elsa e io ci siamo trovati un posticino al sole e abbiamo consumato il nostro pane e frittata; gli altri di corsa verso la cresta, dove hanno consumato un pasto veloce e frugale, per scendere giù di nuovo, ricongiungersi a noi e raggiungere in fretta le auto lasciate a valle: erano le 17,30. A Pescasseroli Elsa, Pino, Livia e Cinzia hanno fatto sosta per arricchire la cena, che io, Nadia, Stefano e Bruno siamo andati a preparare nel residence dei Tribioli, dove faceva freddo davvero, ma che stufe varie hanno reso presto accogliente.

Questo il menù della cena: spaghettata all’aglio, oglio e pummarola (il polposissimo Mutti), salami vari (uno che ti bruciava la gola), mozzarelle, verza e insalata; e, per finire, paste con panna, crema e cioccolato; il tutto annaffiato da buoni vini rossi; Livia, Nadia e Bruno, da bravi autisti si sono (quasi) contenuti.

Alla prossima. Gualtiero


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