Resoconto - Camminare anche nella memoria

da sabato 13 settembre a domenica 14 settembre 2008

Caro diario, era dall’anno scorso che desideravo di riuscire a partecipare al Premio dell’Archivio dei Diari,e ci sono riuscita!!! Ho coinvolto un po’ di amici di Arcoiris, e li ho portati a Pieve Santo Stefano (è qui che si svolge il premio), ho provato ad organizzare anche una camminata tra i boschi di faggio, e qualche buona mangiata toscana (che il gruppo quando si mangia bene è più contento…). Non è stato facile trovare un bel posto per dormire (infatti eravamo a 10 km. da Pieve, a Caprese Michelangelo, all’albergo La Buca…), più semplice trovare i posti giusti per mangiare (il ristorante dell’albergo, dove avevo provato una buona pasta coi funghi e una squisita torta di ricotta, che peraltro non sono riuscita a far assaggiare ai miei amici… che non era il tempo giusto; e poi la Pergola, dove le tre deliziose proprietarie propongono piatti toscani con deliziosa carne chianina….), e alla fine tutto è andato “abbastanza” liscio!!

Ora ti racconto. Siamo partiti Eugenio, Marina ed io la mattina di venerdì 12, che volevamo accogliere tutti gli altri in pompa magna all’arrivo. Ma tu non sai chi fossero questi altri. Ecco: Luciano, Peppe e Patrizia, Alessio, Tonino e Paola, Caterina, Claudio, Nadia e due nuove entry, Rossella e Nino. E poi il giorno dopo ci hanno raggiunto Benedetto, Diana, Rocco e Lucilla di ritorno da una puntatina a Parigi (movimentata la ragazza!!) Insomma un bel gruppo di esperti della montagna (AHI…ahi!). Siamo partiti tutti, anche se le previsioni non erano buone, a Roma c’era il nubifragio e a Caprese una tempesta di fulmini.

L’albergo è stato molto accogliente, la prima sera abbiamo mangiato benissimo… antipasto toscano abbondantissimo e vario (i classici crostini, prosciutto e melone),agnolotti con tartufo e/o boscaiola… tagliata, insalata patate fritte e infine dolce, il tutto innaffiato di buon vino… Abbiamo provato a fare una camminatina per Caprese, ma abbiamo dovuto desistere subito a causa della pioggia (o della pigrizia… non ricordo…).

La mattina di sabato ci aspettava una bella camminata, facile ma lunghetta… quella camminata l’avevamo decisa dai primi di luglio, ce l’aveva consigliata l’Associazione degli esploratori di Sansepolcro (e che non ti fidi??) e l’avevo provata, supportata da Marina e Eugenio… no, non l’avevo provata per tutti i 12 km previsti, ma nelle parti iniziali e finali (che a detta dell’Associazione erano le uniche che ci potevano dare problemi di segnalazione del sentiero) e mi fidavo che il sentiero GAR50 (mitico…. panoramico….. pianeggiante… in alta quota…) fosse segnato di qua e di là (così ci era stato detto…ahi ahi mai fidarsi in montagna… dice la Presidente!!). Aspettiamo Benedetto, Diana e Rocco e poi si parte. Tutto bene, all’inizio tutto bene… abbiamo pure fatto la spesa per mangiare a panini all’arrivo (previsto per l’ora di pranzo a Chiusi della Verna, in una bella e ampia area pic nic). Poi, arrivati in alta quota (erano più di 1300…) il sentiero 50 sparisce per dare posto all’85, che non c’era traccia nelle mappe a nostra disposizione…. Che figura!!! Ragazzi che figura!!! Il caro Luciano, la nostra guida carismatica, cerca di qua e di là, ma nemmeno lui riesce a trovare traccia. Il gruppo, un po’ sgranato, decide per il ritorno a ritroso, per la strada conosciuta (chi lascia la via vecchia per la nuova….)anche perché il tempo inclemente ci propone nebbia e pioggia battente.

Dove mangiare? Si torna a Caprese, dove il buon proprietario della Buca (Alessandro) ci accoglie nel salone. Sfoderati pane, affettati e formaggi, mangiamo contenti, perché fuori piove e fa freddo, e per completare il nostro lauto pasto, beviamo vino rosso e mangiamo ottima crostata di arance, preparate dalla cuoca dell’albergo (bravissima!! J). Ecco che a pranzo ci raggiunge Lucilla, sempre sorridente e allegra, e tutti insieme, dopo mangiato e bevuto caffè, decidiamo di andare a vedere il santuario della Verna, dove San Francesco ha ricevuto le stimmate. Il giro è rapido, perché a Pieve ci aspetta la merenda offerta dal premio (e che possiamo mancare noi dove si mangia??) e la visita alla mostra, che Cristina Cangi (una delle due impiegate dell’archivio, hai capito bene, caro diario… una delle due… solo due… ma come si fa?) ci illustrerà con amore.

Ecco caro diario, siamo entrati nell’atmosfera della festa. La merenda è stata incredibilmente curata e abbondante, e noi che non volevamo fare complimenti, abbiamo assaggiato molto. Ma il momento più suggestivo, in questa giornata, è stata la visita alla mostra. Siamo riusciti ad entrare nello spirito dell’Archivio, una iniziativa che parte da Saverio Tutino (conosci??) e che in 25 anni ha raccolto 6000 tra memorie, epistolari, che partono dal 1500 fino ai giorni nostri. E abbiamo scoperto come si organizza l’archivio, come vengono scelti i libri, dove stanno, come sono. Indimenticabile il lenzuolo di Clelia Marchi una autobiografia contadina scritta su un lenzuolo a due piazze, e i papiri di una contemporanea giapponese (??), che scrive la sua agenda di vita su lunghi fogli di carta dipinti e arrotolati con cura… Dopo la visita di corsa poi al book shop per acquistare qualche libro, e poi alla Pergola per una cena toscana, fatta di fettuccine fatte in casa con tartufi, funghi e ragù… grigliata mista, patate,insalata e dolce finale… caffè e grappa (che a Rocco la grappa non può mancare). Purtroppo la cena è durata parecchio e tornati a Pieve non siamo riusciti a vedere lo spettacolo previsto al teatro del posto. Va bene… andiamo a letto… non ero tanto contenta… non mi piaceva come era andata la passeggiata… ma tutto sommato ero stanca, e pure gli altri.

La mattina di domenica, dopo una frugale colazione (che ancora risentivamo della cena della sera precedente) siamo scesi a Pieve, che c’era l’incontro con la Lista d’Onore, cioè con gli autori di alcuni manoscritti, che pur non essendo stati selezionati per il premio, sono stati scelti dalla commissione di lettura perché belli, coinvolgenti, emozionanti. E qui, in tre ore, abbiamo vissuto la magia di essere trasportati nel sentimento, nell’emozione del racconto delle vite degli altri, catapultati nel tempo e nello spazio; e le lacrime più volte hanno riempito i nostri occhi, i nostri sguardi più volte si sono incrociati: ci sembrava di vivere una cosa meravigliosa, un momento magico che non appartiene più al nostro tempo, dove la gente racconta i suoi drammi e le sue gioie, e tu, ascoltando partecipi con tutto te stesso e ritrovi i sentimenti loro nei tuoi, le emozioni loro nelle tue…. Siamo usciti tutti colpiti da quei racconti.. è ancora possibile comunicare in modo vero tra noi umani!!! Era l’ora di pranzo, e non poteva mancare un bel pranzo folcloristico nel vecchio Asilo di Pieve, organizzato dal Premio. Eravamo prenotati, che se no mica si entrava!! Seduti comodamente al calduccio (che fuori era umido e freddino…) ci siamo goduti un buonissimo pranzo che cominciando con un antipasto vario e saporito, che poteva essere consumato a volontà… ci ha portato attraverso i piatti tipici di questa parte di Toscana fino ai cantucci al Vin Santo. Che mangiata ragazzi, che pace e che piacere…. Buon vino, buoni piatti ben cucinati, dolci delicati… tutto indimenticabile… E dopo pranzo, chi torna a vedere il Premio (che si dovevano vedere gli otto finalisti!!) e chi invece decide di tornare a casa, che se no diventa tardi… E anche io, che speravo di stare fino in fondo, a un certo punto ho dovuto decidere di staccarmi da questo posto, era tardi, e lunedì si lavora… partiamo con una voglia di restare… tutti. E così il giorno dopo, Nadia e Patrizia ci informano che alla radio, la sera, c’era la differita del premio, e che il premio lo ha vinto un libro di lettere d’amore… Quando l’ho saputo, ho sorriso e pensato che i bei sentimenti vincono sempre… (caro diario lo sai che sono una romantica!)

E a me questa esperienza ha lasciato la voglia di scrivere, scrivere della mia vita, raccontare le mie esperienze, lasciare un segno… di fare un diario… caro diario………


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