Resoconto - Trekking urbano a Roma

domenica 18 gennaio 2009

I have dream! Ho un sogno! Come il grande King! Che la prossima volta, in mezzo ai partecipanti di Arcoiris all’escursione fra gli eterni monumenti di Roma, ci sia pure qualche afro-italiano! Ma che è ‘st’incipit? Niente, ho appena sentito Obama, il suo discorso; e ho visto tutta quella gente, tutti quei negracci; con un nodo commosso alla gola.

Ma torniamo a noi: Marì, eravamo una trentina. Eravamo tanti - credo - perché richiamati dalla presenza della co-guida Claudio Miano, ormai possiamo dire “uno storico davvero ispirato”. Che ci ha parlato della lotta per il predominio in Italia di Francia e Spagna, lotta vinta da quest’ultima, tanto è vero che in Piazza di Spagna, poi ci ha piantato la sua ambasciata. E Roma s’è adeguata, aggiungo io, memore del motto “Franza o Spagna, purché se magna”. E ci ha detto che il romanticismo inglese di Keats e Shelley era meno roboante di quello tedesco, che era insomma più pragmatico. Sennò che inglesi erano, direte voi?

Che al Caffè Greco ce so’ passati fiori d’artisti, da Ghoethe a Leopardi, a Guttuso, che poi con gli anni sessanta si spostarono a Via Veneto. O forse non mi ricordo bene... Che per diffondere la Fede c’era bisogno della propaganda e perciò, dopo il Concilio di Trento, la Chiesa, per non venire schiacciata da quel diavolo di Lutero s’era decisa a creare i Gesuiti e li aveva messi nel Palazzo De Propaganda Fide. Ma non so se aveva detto proprio così... Che Via della Stamperia a lui Claudio gli ricordava quanto tempo è passato dai vagiti (questa parola la dico io) di Gutenberg agli impegni editoriali di Manuzio, per arrivare ai calchi di Piranesi, conservati nella Calcografia di Stato di Via della Stamperia. Che Via della Dataria (Apostolica) si chiama così, perché ci stava l’Ufficio del Bollo del Vaticano che metteva la data sulle domande di grazia, sulle licenze commerciali, su tutto; e il Bollo costava.... Però poi la pacchia è finita, perché l’esercito italiano ha fatto la breccia di Porta Pia il 20 settembre (e qui Claudio ha detto pure l’anno, che però io non me lo ricordo) e al Quirinale al posto del papa che era Pio IX ci si è messo il re. E i re ci sono rimasti fino a Umberto II, che è stato re manco due mesi; poi è venuta la repubblica che ci ha messo i Presidenti. Fra i quali ricordiamo anche Sandro Pertini il Grande, del quale avevamo già rinverdito la memoria a Piazza di Trevi, dove aveva casa e da lì s’era gustato per anni e anni la bellezza di quella fontana, senza buttacce manco ‘n sordino (e è conosciuta una certa sua cautela nello spendere il denaro).

A mezzogiorno, quindi dall’inizio erano tracorse manco due ore (e non le tre, come tu avevi scritto forse per mettere a dura prova chi avesse voluto partecipare), ci siamo sciolti; solo dopo però che Gualtiero ci ha detto per l’ultima volta che anche al Quirinale c’è lo zampino del Bernini in quella loggia sopra il portale, dalla quale il Papa era solito fare i suoi crocioni benedicenti. Ci siamo sciolti, ma con l’impegno a riverderci dopo un’ora per il solito lauto magna-magna alla Cacciarella di Via Casal Bruciato.

Dulcis in fundo – e chi non sa il latino, more solito, dico: “si arrangi” – dopo i dolcetti di Lucilla, Marina Conti ha ripetuto il bis dell’anno scorso, facendoci rivivere attraverso foto vive (anche quando presentavano escursionisti dormienti) i momenti magici delle nostre uscite. Finale pirotecnico: presentazione di tutti i partecipanti alle escursioni con il profilo di un Claudio Miano che si dissolveva in quello della madre; Gualtiero si dissolveva in Flavio, che si dissolve in Emma, ecc., ecc. ... Insomma una girandola (nel vero senso della parola), che ha scatenato scroscianti applausi. Tant’è che sono accorsi quelli della Cooperativa per dirci: “Ma quanno ve n’annate?”.


Icona pin Vedi la scheda di questa gita.

Il calendario Arcoiris 2018 è in preparazione: visite urbane, gite giornaliere in montagna, week-end in rifugio, trekking. Non mancate!