Resoconto - Trekking urbano a Torino

da venerdì 25 aprile a domenica 27 aprile 2008

L’escursione a Torino era stata decisa da un pezzo, quando il ballottaggio non era davvero prevedibile e previsto; perciò diversi fra i partecipanti hanno lasciato la capitale un po’ a malincuore, per non potere essere presenti nelle ultime ore della campagna elettorale. Una sensibile preoccupazione serpeggiava per le sorti del Comune. Ma da persone adulte e serie, quali siamo, abbiamo realisticamente ridimensionato i nostri ruoli e ci siamo buttati nell’avventura torinese: in venti!

Inizio con qualche trepidazione. Lucilla telefona a Elsa: “Guarda che la Prenestina è completamente intasata. Regolatevi”. Elsa e Gualtiero, accompagnati in auto da Livia e Pino, anticipano il più possibile la partenza: alle 20,25 in cammino per il treno che partirà alle 21 e 14. Al Ponte Casilino comincia lo stop and go e a 150 metri da Porta Maggiore c’è il blocco; febbrili consultazioni e abbandono febbrile dell’automobile, nella speranza che, superato il blocco, passi un 5 o un 14 per la Stazione: cosa che avviene alle 21,03. Intanto telefonate intercorrono fra quelli che stanno già sul treno e Elsa; alle 21,10 il tram è al capolinea, alle 21,13 con un po’ d’affanno io e Elsa mettiamo il piede sul predellino del treno, senza pensare come si fa a fondare un partito col piede su predellino... Nadia, che aveva una manciata di minuti di vantaggio su Elsa, aveva lasciato la sua macchina, più o meno là dove noi avevamo cominciato la corsa verso il treno, ed era arrivata con meno affanno. Dall’ultima vettura arrivare alla “nostra” carrozza (teleguidati da Lucilla e C.) è stato faticoso davvero, ma tutto è bene quel che finisce bene. Finirà così anche il ballottaggio?

Viaggio notturno tranquillo. Sparsi nei diversi scompartimenti riposano: 1) Eugenio, Marina e Cinzia (le sorelle Conti) e Paola; 2) Claudio, Alessio, Elsa e Gualtiero; 3) Patrizia e Giuseppe (viva gli sposi!), Luciano e Lucilla (evviva anche loro, caspita!); 4) su altre vetture: Nadia, Tonino, famiglia De Martino (Maria Rosa coi figlioli Silvia e Simone); Emma e Flavio in vagone-letto. Per un totale di 19; con Guerrino ci incontreremo a Torino: lui là ha dei parenti.

Primo giorno: dall’ostello su e giù per le colline che ci portano a Superga, non senza esserci anche smarriti, andandoci a infilare in un dirupo impercorribile..., come in una vera e propria escursione di montagna. Tranquilla sosta-pranzo e arrivo alla Basilica di Superga; su una lapide i nomi dei campioni del Torino: Bacicalupo, Ballarin, Maroso, Grezar, Rigamonti, Castigliano, ecc., ecc. Discesa tranquilla e lunga passeggiata lungo il Po: un bel polmone verde e tante famiglie in bicicletta o a fare pic-nic, a giocare pei prati, mentre che al centro si respira il cemento... Cena all’ostello: pasta asciutta, pollo e patate, budino o frutta: come in collegio.

Secondo giorno: lungo tour in città secondo un filo logico, che gioca sul “viaggio” (il viaggio degli emigranti, italiani negli anni sessanta, stranieri nei decenni successivi, che arrivano a Torino per sopravvivere, il viaggio di quelli che dalla stazione di Porta Susa partono per andare a morire nei campi di sterminio...). Cena in un ristorante-cooperativa (di Decoratori e Imbianchini): ottima e abbondante: tre antipasti, due primi, ecc., ecc. Un forte “grazie” al lavoro di guida diligente e appassionata di Luciano e alle integrazioni storico-culturali di Claudio.

Terzo giorno: libera uscita. Chi va qua, chi va là. Molti al Museo del Cinema: interessante da visitare (almeno due ore). Dopo pranzo, gelato da Grom (altro punto nevralgico). Ma intanto a Roma, come va l’affluenza? Ci stanno andando i “nostri”? Ce la farà Rutelli? All’una e cinque parte il treno e partiamo anche noi senza Guerrino e senza gli “sposi” (anche Giuseppe ha parenti e amici a Torino). Con mezz’ora di ritardo alle 21,45 scendiamo a Termini. Io e Elsa a votare andremo lunedì, oh se ci andremo! Ma ce la farà Rutelli? Gualtiero


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