Resoconto - Trekking urbano a Genova

da giovedì 30 aprile a domenica 3 maggio 2009

Genova ci accoglie al meglio. C’è un bellissimo sole e la Superba ci fa trovare, sulla passeggiata del porto antico, perfino la festa del Partito democratico (quella che una volta si chiamava de l’Unità)! Ma pensa un po’!!! Tre giornate di bel tempo tra un mare ed un cielo azzurri splendenti. Eravamo tanti. Insieme a me e Claudio (ormai "navigato" nocchiero) c’era una schiera foltissima di partecipanti: eravamo in 30! L’Ostello dove dormiamo ci regala una vista stupenda anche se il sonno soffre un po’ nella battaglia con l’alcol dei tanti ragazzi ospiti. La prima sera la stanchezza non c’è ancora e allora eccoli là i più temerari a volteggiare sulla pista da ballo. Ahi, ahi Elsa che occasione ti sei persa!

Lucilla, Massimo, Pino, Caterina, Diana, Cinzia, Marina, Paola, Francesca, Roberto, Assunta, Francesco, Laura, Iolanda, Nicolò, Patrizia, Giuseppe, Uli, Silvia, Alessio, Rossella, Fiorella, Flavio, Emma, Nadia, Tonino, Livia, Benedetto tutti insieme, il 1° maggio, si percorre il crinale che sovrasta la città. Si sa, quando la camminata è tranquilla ci si immerge nelle chiacchiare e le battute si sprecano: per Massimo, Pino e Tonino si aprono praterie sterminate! Il sentiero corre su e giù tra i forti che un tempo proteggevano la città. Le strutture oggi sono un po’ abbandonate ma da lassù la vista è davvero ampia. La via del ritorno piuttosto piatta invece che compattarci ci sparpaglia ancora di più: i discorsi e le varie pause caffè sono potenti fattori di frammentazione. La sera scendiamo al Porto antico per una buona e "rumorosa" cena di pesce. Quando arriva il caffè gli sbadigli la fanno da padrone e le palpebre tendono inesorabilmente a scendere.

Il giorno dopo mattina libera: c’è chi va all’Acquario, chi alla mostra su De Andrè, chi in Piazza Alimonda. Alle 14 eccoci tutti pronti (veramente Emma e Flavio sono dovuti già rientrare a Roma) a piazza Nunziata per l’inizio del trek urbano. Questo è il giorno della Genova di tante storie. Storie che intraccendosi hanno segnato il volto e il carattere della città. La Genova di De Andrè, di Guido Rossa, di Paganini, dei ragazzi dalle magliette a strisce in piazza contro il governo Tambroni, dei tanti che hanno manifestato contro il G8, di Paride Batini e dei suoi compagni portuali, del nocchiero Colombo. Il serpentone di Arcoiris si snoda tra i carrugi-casbah vicino al porto. Visitiamo la "città vecchia" di De Andrè quella multietnica, degli umili, delle prostitute. Poi è la volta dei Palazzi ricchissimi di via Garibaldi e della storia del potente e inaffondabile Andrea Doria. No Tonino, non è quello dei biscotti! Quando arriviamo al Porto Antico e il racconto si sposta sulle lotte e sulla fatica dei camalli (portuali) il gruppo si è un po’ ridotto e le panchine diventano comodi "gommoni di salvataggio". Rientriamo nel cuore della città e inviamo Nicolò alla ricerca di particolari scolpiti nella pietra del Duomo. I più grandi invece si mettono sulle tracce della tomba del cardinale che si autoproclamò liberatore di Genova dai nazisti (in verità i partigiani avevano fatto qualcosa di più "sostanziale"). Il lungo giro volge al termine e non si poteva finire che in via del Campo davanti alle vetrine che ospitano la chitarra di De Andrè, sotto la targa che riporta una dei suoi versi più famosi: "dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori".

L’ultimo giorno Arcoiris si irradia per la città lungo mille strade diverse (non cattive però!) e quasi magicamente il grosso si ritrova sul treno puntualissimo (la potenza del Presidente e del Vice Presidente di Arcoiris): canestrelli e focacce ci fanno compagnia... una buona compagnia.

Sì, a Genova, siamo stati proprio in buona compagnia!

Luciano Baldini


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Il calendario Arcoiris 2018 è in preparazione: visite urbane, gite giornaliere in montagna, week-end in rifugio, trekking. Non mancate!