Resoconto - Lungo la cresta dei Monti Prenestini

sabato 21 febbraio 2009

E questo è il resoconto, un po’ tardivo è vero, e perciò possiamo parlare di una resa dei conti perché i conti tornano sempre…. o quasi sempre.

Era un sabato, raro per Arcoiris ma non per Andreas, la nostra guida, alto non si sa quanto e caloroso, nel senso che non gli vedi mai addosso un indumento che sia di lana o derivati, né tantomeno un paille o similari neanche quando c’è gelo o neve o quando tira un vento polare.

Eravamo in cinque, me compresa, a largo della Primavera e cioè Laura, Alessio, Rocco e la nostra Silvia che, come molti sanno, predilige solo le soste mentre non gradisce ciò che sta tra le soste e cioè le camminate; ci siamo riuniti, nel parcheggio fuori l’autostrada, uscita Castelmadama, con Diana, Benedetto, Andreas e Eugenio, eroicamente e fedelmente reduce e presente dopo un turno notturno di lavoro.

Non era una notte buia e tempestosa ma una bellissima giornata non proprio tiepida ma splendente di sole, gradita perciò considerando l’inverno freddo, lungo e piovoso. Il dislivello di poco più di 400 metri ha indotto le nostre menti e i nostri corpi a rilassarci e a camminare chiacchierando piacevolmente costringendo l’energia e l’andatura del nostro Andreas a ritmi che non gli sono congeniali, e di questo, oltre al regalo della bella gita, lo ringraziamo. I panorami sui monti Prenestini e oltre sul Lazio e verso le montagne d’Abruzzo erano splendidi mentre la neve ci ha accompagnato con la sua magia per un bel tratto senza crearci alcuna difficoltà.

Il pranzo comodamente seduti su panche davanti a tavoli in un’area pic-nic con salumi, vino rosso e dolci ferratelle abruzzesi il tutto offerto dal nostro ospitale Andreas, cose sempre buone e acquistate durante i suoi innumerevoli viaggi di lavoro e non.

Al ritorno sosta e passeggiata nel borgo antico di Capranica accompagnati da un vento gelido che ci faceva comunque pregustare una serata di riposo nel calduccio al rientro nelle nostre case: perciò tra ognuno del gruppo un saluto frettoloso ma non meno soddisfatto, affettuoso e fraterno e un pensiero a tutti gli amici che non c’erano ma sempre presenti nei pensieri e nelle chiacchiere.


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