Resoconto - Costiera amalfitana

da sabato 18 settembre a domenica 19 settembre 2010

“La Repubblica di Amalfi difese Roma e la Chiesa, respingendo strenuamente l’assalto dei Saraceni a Ostia nell’849... Ma Amalfi non è soltanto storia; Amalfi è mito, leggenda arte, tradizione...”. No. Troppa saccenteria storico-culturale, troppa retorica... Non mi piace cominciare così... Allora: “Menù del 17 settembre 2010, Primo piatto (due assaggi): Ferrazzuoli alla ‘Nannarella’ (da Anna Magnani – me stai a capì? - che a Furore ci girò un film e di “Bacco”, il nostro ristorante, fu assidua frequentatrice”) e Ravioli alla Provola di Agerola... Secondo piatto: Filetto di pesce San Pietro, gratinato al finocchietto selvatico con crudità dell’orto incapricciate (e che vor di’?).”. Ma non mi piace neppure così... Troppa raffinatezza gastronomica.

Partiamo allora dal mio arrivo a Furore, al B & B meticolosamente designato dal nostro Benedetto. Sapevo che saremmo stati una mucchia, fra i trenta e i quaranta, e già al primo incontro ti vedo persone che non conosco. Tra le quali una donna cicciottella, sorridente e disponibile (di quelle che ti immagini sempre a braccia aperte). Le vado incontro e l’apostrofo: “sono Gualtiero e tu?”, spalancando le braccia e mentre ci abbracciamo e ci baciamo lei fa: “io sono Lina”; subito mi blocca un sudorino, che cresce con un soprassalto di memoria: Lina è la signora del B & B... Troppa effusione? Macché! La signora Lina cinguetta e ci porta ai nostri alloggi, incantevoli con viste-mare che sembrano “dipinte” (Furore – sta scritto sui tabelloni stradali – è “il paese dipinto”). Un po’ kitsch? Mi pare di sì; ma è l’esagerazione napoletana.

I partecipanti all’escursione amalfitana sono disseminati in diversi B & B, digradanti verso il mare; chi sta più lontano – due chilometri – e chi più vicino a “Bacco”, il ristorante dell’appuntamento serale. Dove, quasi alle ventuno, in 39, ci godiamo l’ottima cena.

Appuntamento per sabato: alle 8,30 tutte le auto si scende al “Bacco”, per poi risalire ad Agerola, frazione Bomerano, dove ancora bivacchiamo un po’ (trova il parcheggio per tante auto, e bisogna acquistare pane, affettato e frutta...). Due ore di camminata tranquilla, poi qualche incertezza per individuare il percorso che ci porta a Positano... Qui finalmente giunti, spiaggia, sole e bagni ristoratori. Ritorno con bus e mezzi di fortuna (io approfitto di Uli che era scesa in auto ad Amalfi, non avendo partecipato all’escursione comune). Alle 20,30 ancora da Bacco e ancora una cena luculliana.

Domenica mattina qualcuno prende la via del ritorno anticipato a Roma o a siti balneari mediani (tipo Circeo), ma la maggior parte sta con Benedetto, che ci presenta una guida della Forestale, che ci accompagnerà per la Valle delle Ferriere. Qui, proprio ai blocchi di partenza, abbiamo perso Tonino, che aspettava Adriana, che le urgeva un bisogno... Per recuperarli è tornato indietro Benedetto, che poi non s’è più visto nemmeno lui. Ma poi - che bello! - ci siamo ritrovati tutti a Ravello, splendida città d’arte con qualche villa incantevole. A Ravello è venuto il rompete-le-rughe: sì qualche accenno di invecchiamento nelle nostre ultime performances si sta affacciando; in ribasso le spiritosaggini dei vari Tonino, Massimo, Peppe... E’ proprio vero: il berlusconismo ci sta fregando un po’ a tutti... E dàteve ‘na sveja, no?! Vostro sempre aff.mo Gualtiero


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