Resoconto - Monti Carseolani

domenica 13 giugno 2010

Ore 09:30 (o poco dopo): ci si raduna al bar “La Selletta” in località Marsia, in modo da cominiciare con cappuccini ed altro la gita nella migliore tradizione Gastroir… pardon Arcoiris.

Molti quella mattina hanno fatto poca strada, in quanto sono giunti la sera prima. Di questi, qualcuno ha anche pensato di portare qualche cosa per la cena, investendo un cinghiale, il quale però, per sua fortuna, è riuscito a scappare, temendo di cadere nelle mani di Gastroir… pardon Arcoiris. Quest’anno eravamo in quattordici Marsiani, venuti da lontano: le guide Roberta e Maurizio, oltre a Luciano, Lucilla, Elsa, Paola, Eugenio, Fernando, Gabriella, Massimo, Caterina, Egon, Edoardo, Andreas. Non dovrebbe mancare nessuno, perché mi è stata consegnata la lista dei partecipanti, scritta da qualcuno (quello del cinghiale investito). Mancando ancora una volta il sommo cronista, lo stesso qualcuno mi ha pregato di redigere queste quattro righe. Le differenze di età tra i partecipanti erano notevoli, passando dagli undici anni di Egon ed Edoardo a oltre ****anta della cassiera Elsa, ma tutti accomunati dalla voglia di passare una giornata insieme in mezzo ad una bellissima natura con un tempo bello e stabile.

Vorrei sottolineare, che c’era anche Paola, così la nomino due volte per compensare la dimenticanza nel resoconto del Monte Soratte del 28.02.2010. Purtroppo questa volta Paola non ha portato i chicchi di caffé, ricoperti di cioccolato, che tanto sono piaciuti. In considerazione della giornata calda e soleggiata sono mancate anche le “freddure” di Peppe.

Si parte senza particolare fretta circa 100 m dopo il campeggio, dove si lasciano le macchine. Dopo una breve salita si raggiunge una sella con una croce. Si prosegue diritti in discesa, attraversando prima un pratone e successivamente una valletta nel bosco fino a giungere ad un nuovo pratone con un laghetto. Lungo questo tratto abbiamo incontrato una scarpata piena di asfodeli in fioritura.

Al laghetto incontriamo una grande varietà di animali: cavallichiari, cavalliscuri, cavallimaculati, cavalliatintaunita, cavallichebevono, cavallichefannoilbagno, cavallichesifannoavvvicinare, cavallichenonsifannoavvvicinare, oltre a mucche e muli.

Il percorso prosegue su un viottolo un po’ sconnesso verso la Fonte Spina, lungo il quale incontriamo due ciclisti, di cui uno piuttosto particolare. Girava in mountain bike, filmando tutto con il telefonino. Prima ci dice: “Quanta bella gente !” Fin qui sono d’accordo, ma questo lo sapevamo già da soli. Dopo ci comunica, che entro sera si poteva il filmato su You Tube. Che dire? Per me è più gratificante andare in questi bei posti e mantenere un ricordo personale della giornata ed eventualmente condividerlo, per esempio con un resoconto, con le persone coinvolte.

Breve sosta alla Fonte Spina per proseguire, passando davanti ad un rifugio, intitolato ad una persona, che ha lasciato questa terra troppo presto ad appena ventotto anni. Dopo altri 15-20 minuti si decide di tornare in ordine sparso verso la Fonte Spina per il pranzo. In questo ritorno un folto gruppo passa per la vicina Fonte San Nicola. Un pranzo sull’erba, in parte all’ombra, in parte al sole, a secondo dei gusti. Terminato il pranzo, la grande sorpresa: la cassiera passa per incassare i soldi della gita. Questo “rituale” normalmente si svolge alla fine della gita. Essendo il ritorno prevalentemente in salita, le possibili tesi per la decisione della cassiera sono sostanzialmente due:

• incassare subito, qualora a qualcuno (non necessariamente il qualcuno del cinghiale) gli prenda un coccolone durante la salita sotto al sole ed in piena digestione
• incassare subito, per alleggerire i partecipanti e rendere loro la salita più agevole.

Conoscendo Elsa, è evidentemente giusta la seconda tesi.

Dopo un primo saliscendi si ritorna in salita al laghetto, da dove prendiamo la strada bianca per il ritorno a Marsia. Nel tratto verso il laghetto Edoardo si mette a raccogliere ossi di animale, come teschi e femori. Forse voleva farsi un brodino la sera.

Alcune vesce, anche di apprezzabili dimensioni, si sono rivelate purtroppo non freschissime e le abbiamo lasciate lì.

Dal laghetto in poi si segue un lunghissimo salitone fino al punto, indicato da Maurizio come Cima Coppi, ricordandoci le sue gite in bicicletta. Ad un certo punto del salitone Egon commenta: “Ma in montagna i ritorni non sono sempre in discesa?” Non ha tutti i torti. Per inerzia arriviamo dalla Cima Coppi su un percorso sostanzialmente pianeggiante alle macchine, e di qui al solito bar, il quale era però ancora sprovvisto di gelati, dato il protrarsi del tempo freddo e piovoso nelle settimane precedenti.

Una precisazione per Maurizio: la montagna a punta visibile all’inizio del ritorno era effettivamente il Velino con a destra il Cafornia più piatto. Da quella prospettiva la coppia Velino–Cafornia perde la caratteristica con la doppia punta, come visibile dalla zona del Fucino.

Prossima gita a Luco dei Marsi, l’11.07.2010, dove vi porterò al Monte Bello (di nome e di fatto), che fa parte di un gruppo di montagne conosciuto e praticate sostanzialmente solo dai Luchesi.

Andreas


Icona pin Vedi la scheda di questa gita.

Il calendario Arcoiris 2018 è in preparazione: visite urbane, gite giornaliere in montagna, week-end in rifugio, trekking. Non mancate!