Resoconto - Parco dell'Uccellina

da sabato 28 maggio a domenica 29 maggio 2011

Eh sì, anche quest’anno si va in Toscana. Ancora? Eh già! Ma che è un posto nuovo, inedito, qualche angolino che ci eravamo persi? No, proprio per niente. Arcoiris ama tornare sui suoi passi e così siamo tornati Al Parco dell’Uccellina, ad Alberese, nello stesso agriturismo La Pulledraia e neanche c’entravamo tutti perché una parte dei 38 partecipanti ha pernottato in un altro agriturismo La Giuncola.

Ha ragione Gualtiero quando afferma che quando i trekking si fanno più duri si presentano solo i puri (ed infatti lui non c’era), quando sono passeggiate arriviamo a vagonate! Questa volta però mancavano molti dei volti noti, Gualtiero già l’ho detto, ma anche Elsa sì è sfilata, Tonino lavorava (ah, ah, ah), Peppe e Patrizia ci hanno abbandonati, Lucilla e Luciano erano a casa. Ma che scherzi? No, erano proprio a casa: a Radicofani. Si è arrivati a 38 con tante persone nuove e di alcuni purtroppo già non ricordo il nome , ma anche con vecchi camminatori di quelli veri, duri e puri come Bruno e Alessandra. Che stiano invecchiando anche loro? Con Vladi ed Anna che ci hanno raggiunto da Siena. Organizzatrice del tour Marina Conti, coadiuvata da Paola ed Eugenio. Hanno pensato proprio a tutto, hanno fatto tutto un conto e non ci abbiamo pensato più. Hanno addirittura fatto splendere il sole anche senza la presenza di Elsa, hanno fatto brillare le stelle, quelle che non riusciamo più a vedere a Roma e (ovviamente) tra una cena e l’altra hanno addirittura pensato di farci camminare e vogare.

Prima sera tutti a cena all’agriturismo La Pulledraia, non serve neanche dirlo, prodotti locali e genuini, che hanno richiesto, per alcuni di noi, una passeggiatina digestiva, per cercare un digestivo ad Alberese. Abbiamo trovato pure una festa alla Casa del popolo (ma lo era poi o siamo noi di Arcoiris che desideravamo che lo fosse?). Bah, intanto cantavano e ballavano ed il tipo di manifestazione a noi è parsa quella tipica della Casa del popolo. La prima giornata inizia con marmellate fatte in casa, c’era perfino quella di giuggiole e noi ci chiedevamo Ma perché si dice “andare in un brodo di giuggiole”? Sta a te Gualtiero darci una risposta. Appuntamento al Centro visite del Parco, il pullman è puntuale e noi arriviamo dove la guida ci aspetta per farci percorrere l’A2 che sembra un’autostrada, ma è solo un percorso che attraverso bosco, spiaggia, pineta ci porta da una torre all’altra narrandoci delle piante, degli animali, dei canali e della storia del Parco. Io sono stata colpita dal fatto che ci raccontava dei butteri di oggi, ragazzi giovani che scelgono di fare una vita non facile, forse avventurose, indubbiamente bella ed ho chiesto “Ma ci campano?” Sì, perché sono aiutati dalla Regione. Ecco questa è la Toscana. Sulla riva di un canale abbiamo assistito all’accoppiamento di una libellula con il suo libellulo. Beh deve essere divertente farlo in volo, poi la femmina saltando da un’alga all’altra depositava le uova. Che poesia! Qualche pezzo del lungo corteo non segue tutto il percorso e preferisce abbrustolirsi al sole, li troveremo rossi come gamberi la sera, altri si avventurano alle grotte, ma tutti, tutti arrivano puntuali alla seconda cena.

Si cambia location, cucina più raffinata e lì fra una portata e l’altra, mentre c’è chi si dispera perché non può vedere la finale di Champions, c’è chi parla di cinema e chi di politica. Io tento di vendere i biglietti della Festa de l’Unità di Centocelle a tutti, ma non ottengo un granché dalle vendite. In compenso molte promesse di aiuti alla festa. Intanto però pensiamo tutti ai ballottaggi di Milano e Napoli e ci diciamo che sì, forse l’aria sta cambiando. Incrociamo le dita scaramanticamente e ci affidiamo alle braccia di Morfeo perché il giorno dopo ci attende un giro in canoa.

Sulla riva dell’Ombrone c’è la guida e il solleone. Qui saliamo allegramente, non ci serve il salvagente, tranne al nostro presidente, e per non lasciarla sola anche Pino qui si immola. Quattro canoe cariche di baldi adulti che si divertivano a gareggiare, ma non tutti si son messi a remare. Anche in questo caso le guide erano esperte e, meglio di una scolaresca, noi di Arcoiris abbiamo ascoltato ed osservato vegetazione e animali, soprattutto volatili perché i pesci era difficile vederli in quell’acqua verde, ma non precisamente cristallina. Due ore di vogate son volate tra schizzi e risate e senza muovere un passo che è uno ci hanno fatto salire un appetito che la degustazione offerta dal centro visite del Parco non è riuscita a smorzare.

Così ci siamo salutati, non senza aver fatto gli auguri a Benedetto per il suo compleanno, dandoci appuntamento in piazza per festeggiare la vittoria a Milano, Napoli, Cagliari e Trieste. Sarà vero? Intanto è sicuro che ci rivedremo in piazza, a Centocelle per la Festa de l’Unità, perfino Vladi ed Anna ci hanno promesso una mano. Caterina


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