Resoconto - Capri

da venerdì 18 ottobre a domenica 20 ottobre 2013

Capri e i caprini visti da me

Eccola. Bellissima. Le isole piccole per me sono speciali perchè le posso abbracciare con lo sguardo quando cominciano a vedersi. Anche stavolta, nonostante Nadia al mio fianco sia pallida e sudante, ed io stessa mi sia sentita sospesa in aria per un paio di volte, mi emoziono. Appena arrivate ci orientiamo con sicurezza e ci perdiamo subito, spedendo l’ingenuo e fiducioso Luca chissà dove! Subito passeggiata in città cominciando dalla famosissima piazzetta. I vicoli stretti e bianchi mi ricordano Ghadames, una bellissima città del deserto libico o una medina con un suq di lusso, di gran lusso direi…

Finalmente tutti intorno ad un tavolo… il trionfo di “gastroiris”!!

Mi siedo vicino a Paola che ritrovo con grande piacere. C’è Guerrino che diventa il mescitore di vino… ma se lo beve pure… anzi, a dire il vero, la bottiglia davanti a lui è già bevuta per metà quando la solleva, con aria candida, dopo le nostre proteste. Conosco Fernando, il mio fornitore ufficiale di panini e Gabriella che per me è bellissima… anche con il nasone rosso da raffreddore!! Più in là c’è Eliseo così èvìdèntèmèntè sardo che il cameriere si “sfastiria” (vabbè la Sardegna sarà pure la Sardegna ma la vogliamo mettere con questo gioiello d’isola?!) e lo fa aspettare… ma non quanto tocca a Giuseppe che, provocatore, ha ordinato una pizza romana la sera della partita Napoli–Roma. Praticamente lo affama. Molto più furbo Stefano che ha imparato a fare la “ola” in silenzio quando la Roma segna…

La mattina cominciamo a scalpicciare presto, chi sulla terrazza con splendida vista mare chi sotto il pergolato di glicine (quanto deve essere bello quando è fiorito!!) . Il povero Paolo ci riceve con la faccia stralunata, i capelli dritti che ancora si stiracchiano dal sonno e una serafica canna in bocca… che simpatico!! Alle nove e un quarto tutti pronti. Anche Paolo s’è ricomposto. Si è lavato la faccia, pettinato e ha messo gli occhiali: ora ci riconosce. Avrà pensato: “Ma tu guarda questi… non lo sanno che qui si dice "cumm’è bello perde ’o tiempo”?

Si parte. Sul pulman che ci porta all’inizio del sentiero conosco Lamberto. E’ un nome importante. Mi viene subito un’associazione divertente con il Lambertow. Paola ci molla subito. Furbacchiona… chissà dove è andata a spaparanzarsi!
Il percorso è bellissimo. Il mare è a volte di un turchese mozzafiato. Camminiamo fra colori e profumi vivacissimi. Ci affacciamo su piccoli e raffinati fiordi. Poetici. Lungo il percorso troviamo dei libri di ceramica aperti con pagine bianche illustrate da disegni e indicazioni sulle piante, sugli uccelli sui pesci che vivono intorno a noi. E’ come se il percorso fosse un libro aperto sulla natura caprese… peccato che qualche disgraziato abbia pensato di romperne qualcuno… pur essendo il paese di Raffaello e Michelangelo abbiamo perso il piacere del bello… che peccato… non so farmene una ragione.
E dopo aver pranzato sotto il pino aspettando, invano, che il modello di Dolce e Gabbana scendesse dalla barca, di nuovo in cammino fra muretti a secco e carrubi. Camminando conosco Alessandra “la sapiente” eggià… io vado in giro con lo spazzolino, il ciliegio di mare, la stracciabraghe, la bella in camicia… eh no, signori miei, lei conosce i nomi latini delle piante… che invidia!! Dietro di lei Antonietta che raccoglie ramoscelli per i suoi alunni. Fortunati… E conosco pure Bruno, il temerario che per fare una foto come dice lui potrebbe mettersi a testa in giù a gambe all’aria.

Il top arriva con il bagno finale. Non resisto neanche io che ho paura. Ma come si fa a dire di no a quell’acqua che ti parla? Tu la guardi e lei ti chiede: “Come mi vuoi? Poco fredda? Poco calda?” Tu ti butti e lei è proprio come la volevi. Tiziana è l’entusiasmo effervescente fatto persona. “È bellissima, è bellissima…” continua a ripetere scendendo e salendo dalla scaletta per fare ’na benedetta foto… Nadia, ma sai almeno come è venuta?

Ma al top del bagno non conoscevo ancora il top dell’aperitivo in terrazza a Villa Munthe. Il dottor Munthe si è goduto ai suoi tempi un giardino incantato e misterioso ( ma cosa pensa una sfinge che dall’alto di Capri guarda il Golfo di Napoli? Quale enigma ci chiede di risolvere?) in cui io, estasiata, mi perdo subito. Altro che Marlboro, Luca, benessere allo stato puro… moolto meglio di una spa!! Beatamente baciata dal sole (…) ascolto Antonella. E’ una donna di piglio e sentirla parlare mi fa pensare all’intensità di una vita. Guardo Henriette. Con i suoi occhi grandi e stupiti sul mondo è tenerissima. Ogni volta che mi guarda l’abbraccerei.
Dopo una abbondante cena (ebbè si… abbiamo bruciato molto…) tutti in piazzetta sulle panchine-barca che dondolano pure. Patrizia e Peppe sono stanchi ma sereni. Hanno sentito molto la responsabilità della riuscita del week end per ciascuno di noi e per tutti insieme. Sono stati bravissimi. Che bella idea portarci qui!! Saltato il gelato di Luca tutti a letto. Domani si riparte.

E si riparte bene. Percorso delle ville. Da odiare i poveri, direbbe Paola. All’Arco naturale il gruppo va in delirio. Ci chiamiamo per fotografarci da sopra, da sotto, da soli, in gruppo. Bruno tenta il salto per la foto del secolo prontamente arpionato da Alessandra. Come siamo felici!!! Dimenticate in un attimo tutte le scale che ci è costato. Io alla fine ero carponi!! Dopo ci aspetta un paesaggio tranquillo fatto di case,orti e vigneti. Mi piace di più questa Capri silenziosa e quieta. Niente lusso, gioielli vistosi e orologi costosi, niente chiasso. Ha il fascino del vero…

Dopo il pranzo sul muretto (noi, i famosi ragazzi…) si comincia a tornare. Io e Luca ci perdiamo dietro Ulli e Tiziana. Noi cerchiamo un caffè e loro un profumo. Deve essere Capri che ci confonde. Alla fine ci capiamo. Loro partono come razzi a fare shopping, noi per niente. Temporeggiamo con l’orologio neanche tanto. Luca non vuole rinunciare al gelato della sera prima, io l’assecondo figuratevi con che dispiacere, e rubo ancora un po’ di sole di Capri. Saremo gli ultimi a lasciarla. Come mi fa notare Paolo con tono serafico (si sarà fatto un’altra canna?!) Come dire: qualcuno ci resta sempre impigliato.

Cari caprini, confesso che ho passato tanto tempo a “vedermi bene” ora su un balcone ora su un altro… ma state tranquilli, sono generosa… vi ospiterò tutti!!

Rossella


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