Resoconto - Trekking urbano a Roma

domenica 10 novembre 2013

Itinerario da Piazza di Tor Sanguigna a Piazza Sant’Eustachio

Così diceva il titolo, ma – su consiglio della presidente – avevamo dato l’appuntamento nella stupenda Piazza Navona, lato Tor Sanguigna; cosicché, “intanto che arrivava la gente, si potevano gustare le meraviglie della piazza”: queste le parole persuasive di Nadia; che se te metti contro chi comanda perdi pure il posto. Il tempo preannunciato non metteva al bello; sarà per questo che, invece dei soliti 60-80 partecipanti a queste escursioni romane, eravamo soltanto una ventina; il tempo però è stato galantuomo e ha fatto quattro gocce soltanto in Via dei Portoghesi. Per il resto camminata tranquilla e a tratti assolata. Caterina Busetta, che ringrazio, ha raccontato e letto, suo more solito, un po’ di Belli sul mercato del mercoledì a Piazza Navona, un po’ di Livio su Orazio Coclite e il Ponte Sublicio, un po’ di Montaigne sugli incontri macabri che si potevano fare nei dintorni della Locanda dell’Orso. Luciano Baldini – ringrazio pure lui: ma ringrazio tutti i partecipanti che mi consento di fare questa cosa che mi piace – ci ha parlato del Palazzo Giustiniani con dovizia di particolari; sfido: ci lavora! Da Luciano abbiamo appreso che il Presidente della Repubblica Enrico De Nicola, “temporaneo, provvisorio, dunque precario, cioè all’italiana” era stato in realtà un monarchico; poi, però, era stato uno strenuo difensore dei nostri valori repubblicani. Forse Scilipoti aveva conosciuto la “vicenda De Nicola”? La Camminata si è conclusa a Piazza Sant’Eustacchio: qua posso scrivere con due “c”; altrove, sì nel Programma, Luciano non me lo ha permesso. Non sono mancate le solite battute, le solite freddure, del resto congeniali al clima invernale che si avvicina. La più spiritosa secondo me: “Canova, quando un’opera non gli riesce, fa il Canovaccio” (Max Miano). Ma Massimo è un romano de Roma e i romani i maschi cornuti li chiamavano “eustacchioni”: già, Sant’Eustachio è il santo del cervo e delle corna… E io? More meo solito, serietà e cazzeggio. Aoh, ma quando ho presentato il Ponte Sublicio, il nome de Orazzio proprio nun m’è venuto.

Eccovi adesso l’itinerario che abbiamo percorso al cento per cento. Alla prossima. Gualtiero.


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