Resoconto - Gole del Sagittario

sabato 5 luglio 2014

Ultima uscita di ARCORIS prima della pausa estiva. E si capiva… sia per il tempo splendido, sia perché ce la siamo presa un po’ più con comodo, anche con i tempi di partenza. Un gruppetto di fedelissimi, più una quasi new entry, ha seguito Paola e Eugenio, guide, su un percorso bellissimo e vario nella Riserva naturale delle Gole del Sagittario. Eravamo, oltre alle due prodi guide, Nadia presidente e Stefania (la quasi new entry), Giuseppe con consorte e Katharina (entrambe in quota tedescofona). In due macchine abbiamo raggiunto Anversa e il punto di partenza al Centro visitatori della Riserva che più di un accesso alla Riserva sembra un curatissimo giardino (con tante di esposizione di specie botaniche).

L’animale che ha dato il nome alla riserva non l’abbiamo incontrato, ma il fiume omonimo sì. Nei secoli il corso d’acqua ha scavato un vero e proprio canyon, risultato dell’azione erosiva svolta attraverso imponenti strati di roccia calcarea. La riserva abbraccia ambienti molto diversi: su un percorso ad anello abbiamo incontrato le rupi calcaree, i prati aridi, la vegetazione delle sorgenti, il bosco di fondovalle, la faggeta.

Ma soprattutto abbiamo attraversato un bellissimo paesino, Castrovalva, arroccato su un costone di roccia. Il borgo, che fa veramente sognare (e alla fine capirete perché), era già conosciuto ad alcuni di noi per via di una buonissima trattoria dal nome evocativo di Nido d’Aquila. Gastroiris non si smentisce mai! Abbiamo tenuto un gran consiglio per decidere se andare a mangiare nella trattoria e dopo la (sofferta?) decisione di non andarci abbiamo comunque scoperto che era chiusa. Qualcuno fantasticava di ricottine fresche e altre prelibatezze. Ma anche i panini del bar in piazzetta non erano niente male. Che paese ben tenuto! Nadia si è subito informata e ha avuto spiegazioni dalla proprietaria del bar, che è anche assessora comunale. Castrovalva però ha avuto anche un ospite famoso: il pittore M. C. Escher, quello delle illusioni ottiche e dei labirinti.

Scendendo dal paese abbiamo attraversato un pendìo pieno di una varietà incredibile di piante tipiche dei prati esposti al sole. Poi ci siamo addentrati nel bosco fresco lungo il Sagittario e naturalmente, Lucilla docet, abbiamo fatto quasi tutti un pediluvio ristoratore. Raggiungendo il punto di partenza ci siamo accorti che l’area non è caratterizzata solo dalla presenza del torrente, ma anche da una zona sorgiva molto suggestiva con un bellissimo prato. Non c’abbiamo pensato due volte prima di stenderci e goderci il verde e il fresco o per scoprire i dintorni anche a piedi nudi.

Grazie a Paola e Eugenio, per averci fatto scoprire un angolo d’Abruzzo veramente da sogno. A proposito di sogno, guardatevi un po’ questo link. Roba davvero scottante!!


Buona estate a tutti

Patrizia


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