Resoconto - Litorale tirrenico

sabato 15 marzo 2014

Oh, finalmente una giornata di primavera! Il 15 marzo quest’anno è il primo giorno di primavera speciale… tutto per Arcoiris! Sole tiepido e luce straordinaria.

Ci si incontra tutti alla stazione di Palo Laziale per la prima visita. Ci attende infatti un Antonio dell’Associazione Alsium che ci guida con competenza a vedere l’ Oasi di Palo. È un sito di interesse comunitario che ospita uno degli ultimi residui incontaminati di foresta planiziale tirrenica. La sua caratteristica principale è la presenza di raccolte d’acqua temporanee che lo allagano periodicamente trasformandosi in stagni nel bosco, veri e propri squarci di bellezza palustre. È un luogo affascinante se si pensa che è come se respirasse, emettendo acqua in alcuni periodi ed inspirandola in altri. Antonio ci indica una pianta di asparagi selvatici e Fernando, da cavaliere gentile quale è, viene a farli assaggiare a Gabriella (e ne approfitto anch’io!). Con lei e con Bruno parte subito una chiacchiera sulle buone ricette che si possono fare con quei fustelli amarognoli… gastroiris non manca mai! Intanto apprendiamo che da sempre la famiglia Odescalchi si è dedicata alla cura del bosco e che è probabile che Caravaggio, fuggiasco, abbia finito la sua vita proprio qui… altro che Porto Ercole! Stì toscani...

Intanto arriviamo agli stagni e con una retina Antonio ci pesca un tritone, che uno a quel nome si immagina chissà che bestia sia, e invece è una lucertolina paziente che chissà quante volte avrà dovuto sopportare sto’ strazio. Qui ci dividiamo subito. I più romantici sembrano una scolaresca… avreste dovuto vederli, voi che non c’eravate, col sorriso e lo sguardo dolce fare “ooohhh” e quelli più cinici a dire “secondo me sta pensando “Pure oggi?! Ma non avevamo ottenuto il week end libero??”. Mica solo loro sono pazienti in questo posto: anche le uova di un particolare crostaceo, deposte in acqua, possono sopportare sette anni di siccità aspettando che torni l'acqua a bagnarle per schiudersi. Eh sì, perché gli stagni non compaiono sempre nello stesso posto… incredibile… sembra un soggetto da film di fantascienza.

La passeggiata continua fino ai prati liberi, sì proprio “liberi”. Pare che in Italia ce ne siano rimasti talmente pochi che è diventato necessario proteggerli! Qui troviamo la prima orchidea selvatica dell’anno. Insomma, oggi è proprio una giornata “da prima”!

All’uscita ci aspetta un’altra stazione. Destinazione Capalbio. L’intervallo in treno ci consente un pranzetto veloce, comodi a far chiacchiere, condito con la solita confusione che sanno fare gli italiani in “gruppo vacanze”: chi ha il panino ma non ha il biglietto, che è sull'altro vagone con una compagna di viaggio, chi ha tre biglietti e neanche un panino. Insomma: “vallaffà sulle ferrovie tedesche sto’ casino” dice Benedetto ridacchiando!

L’Oasi che andiamo a visitare è una laguna salmastra, una zona umida di interesse internazionale protetta secondo la Convenzione di Ramsar. Ci accoglie Giovanni del WWF, l’Associazione che gestisce l’Oasi del Lago di Burano e, dopo un chilometro di passeggiata nella verde campagna toscana, ci raduna davanti al cancello d’entrata. Ci descrive questo luogo straordinario in cui c’è un lago costiero che è contemporaneamente dolce e salato, che si chiude con un tappo di sabbia a seconda del livello raggiunto dall’acqua, che è circondato da una macchia mediterranea rigogliosa ed è separato dal mare con un cordolo di duna costiera detta “tombolo”. Alla notizia di quanto costano gli affitti estivi dei casali con vista sul lago, Luca e Peppe, come un cervello all’unisono, non possono fare a meno di considerare che “vivere vicino al tombolo costa… una tombola!”. Ci attende un percorso nel verde e Giovanni ci racconta e mostra tante cose curiose. Raccoglie, per esempio, la magnetite… Entriamo nei casoni da birdwatching e possiamo ammirare gli aironi cinerini, le garzette, i cormorani che si asciugano al sole (già, le loro piume si bagnano e loro, in cima agli alberi, allargano le ali e si asciugano… come panni stesi!). Spendiamo gli ultimi minuti per raggiungere il mare… sono le ore accoglienti e avvolgenti in cui il sole comincia a scendere. Il mare rumoreggia e l’Argentario si staglia alla nostra destra col suo profilo che ricorda un coccodrillo. Durante la passeggiata di ritorno chiedo a Giovanni notizie sull’affluenza dei visitatori, visto che come luogo mi pare un po’ isolato. Lui mi risponde che va bene così, che l'affluenza va moderata perché qui si conserva la natura per se stessa. Semplicemente. Non in funzione e al servizio di noi uomini.

Devo dire che questo mi pare il principio che anima tutta la nostra giornata e il fatto che ci siano persone disposte a capirne l'importanza, e la necessità, mi regala un momento di speranza.

Rossella


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Il calendario Arcoiris 2018 è in preparazione: visite urbane, gite giornaliere in montagna, week-end in rifugio, trekking. Non mancate!