Resoconto - Canale Monterano

domenica 12 novembre 2017

L'appuntamento è da effetti speciali. Piazza a Manziana: fontana e palazzo in tufo, belvedere sulla valle e vista lago ..(beh...con un buon cannocchiale...) Ma la vera sorpresa è un'altra: bar antichissimo (fa caffè dal 1947!) con cornetti non surgelati (introvabili e irresistibili) forno aperto con pizza bianca immediatamente provata e pasticceria...che felice equilibrio di vizi e bellezza!

Natalino, compitissimo nel suo primo incarico di accompagnatore, ci mette in fila come una maestra "ognuno guarda il suo compagno" e noi siamo subito entrati nella parte ridendo: "A me chi mi guarda? Ma quando arriviamo? Ma quando mangiamo? Devo fare la pipì!". Credo non abbia mai abbandonato la prima fila e non so quante volte ci abbia contato...

La camminata è stata bella e ricca di cose da scoprire.

Intanto la natura d'autunno. Durante il percorso la stagione ha dato il meglio di sè. Le sfumature del giallo, del verde, dell'arancione, del ruggine, del rosso tutte intorno a noi, il sottobosco con le bacche blu dei prugnoli, quelle rosse del pungitopo e quelle multicolori della rosa canina e le ghiande, i ricci e le castagne sotto i piedi... Iolanda e Luca si fanno conquistare da una quercia piena di stelle rosso cupo ma lucidissime di resina, "E' una malattia" dice Patrizia e l'effetto sull'albero è molto suggestivo. La maestosa "Quercia della Lega" ci lascia a bocca aperta...ma come farà quel tronchetto a sorreggere quella gigantesca chioma? La sua posizione al centro della radura la fa sembrare ancora più possente e poi ci sono i cavalli al pascolo ...Luciano, il nostro accompagnatore di lungo corso, ci confessa, ridendo, che per preparare quel poetico quadretto hanno dovuto fare un sacco di pratiche noiose al Comune di Monterano! Di suggestione in suggestione arrivano le ventate che ci fanno piovere le foglie addosso e i rapaci che s'alzano subito in volo per sfruttare le correnti ascensionali...E ancora, camminando, ci facciamo l'aerosol con i fumi della solfatara che colora interi spiazzi di verde, giallo, arancione grigio, bianco e fa bollicine che ci incuriosiscono non poco ...e poi la cascata nata dalle lacrime di Diosilla che tanto ha pianto il suo amore perduto...e alla fine Claudio non resiste...e tira fuori la macchina fotografica "importante"!


Poi la parte storico-archeologica molto antica. Abbiamo cominciato con la visita agli ipogei etruschi e salendo siamo arrivati a Monterano antica. E' una bella rocca medievale a cui si affianca un'imponente acquedotto a tre arcate. Il posto è molto suggestivo, come tante città antiche abbandonate, e al suo interno si alzano i resti del maestoso palazzo ducale degli Altieri che nel 1679 ne affidarono la sistemazione al Bernini. Questi lo arricchì di una importante fontana attaccata alla parete, secondo una tipica scelta barocca, e sormontata da un possente leone che ancora vi troneggia in copia. Ma l'ardita scelta architettonica, secondo me, raggiunge il suo apice nella costruzione del Convento di San Bonaventura. Intanto è situato fuori dall'abitato su un poggio che domina il paesaggio intorno a 360 gradi, non è medievale, arroccato e cupo, ma settecentesco, aperto sulla radura e con una facciata barocca armoniosa e chiara. E non solo. La radura si trasforma in una sorta di piazza sul vuoto arricchita da una fontana barocca che ricorda quelle di Piazza San Pietro. Capisco perchè Monicelli l'abbia scelto per girarci la scena dell'incontro con Bastiano nel famoso film sul Marchese del Grillo. Noi al convento ci arriviamo come i viandanti di un tempo...ha infatti cominciato a piovere e ci siamo rifugiati, bagnati, nelle uniche due stanze con il tetto. "Ma qui c'è vento!" dice Elsa "Per forza- ribatte Fernando - siamo in un con-vento!". Bravo. Si sta allenando per tener testa alle battute freddissime di Peppe..

E tutti bagnati e infreddoliti dove si poteva finire? Al bar naturalmente! Tutti a Canale Monterano quindi...quindi?!...veramente com'è, come non è...ci ritroviamo tutti a Montevirginio. Luciano e Natalino cercano il bar dove hanno preso il caffè durante il precedente sopralluogo e non lo trovano (...) ma Luciano dice soddisfattto: "Visto? Vi abbiamo fatto fare anche... i dintorni di Monterano!". Noi tutti sorvoliamo sul clamoroso abbaglio e ci meravigliamo di essere riusciti a radunarci comunque...secondo me...la parola BAR fa miracoli!


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