articolo estate 2026

Diventare Amchi


Un mare di pensieri, una montagna di idee – Newsletter estiva n. 6 del 21 agosto 2026


Diventare Amchi: una scuola di medicina tradizionale tibetana per il futuro dell’Himalaya


Gli studenti

In una piccola scuola di Kathmandu in Nepal, un gruppo di giovani sta imparando un’arte antica: quella di diventare Amchi, medici tradizionali tibetani. Un sapere millenario, radicato nella cultura Bön — che precede di secoli l’arrivo del buddhismo in Tibet — che rischia di scomparire per sempre. Grazie al progetto “Diventare Amchi”, realizzato da ASIA in collaborazione con la Triten Norbutse Institution, quella tradizione rivive ogni giorno tra le mani e le menti di una nuova generazione.


La scuola di Kathmandu

Un patrimonio da custodire
La medicina tradizionale tibetana è un sistema medico completo, fondato su diagnosi accurate, rimedi a base di piante medicinali e minerali e terapie come l’agopuntura e la moxibustione. Efficace, priva di effetti collaterali e accessibile anche alle fasce più povere della popolazione, rischia però di perdersi senza luoghi dove studiarla e trasmetterla.
La scuola di Kathmandu è la prima fuori dal Tibet a insegnare l’intero sistema medico Bon Bumshi. I suoi studenti provengono principalmente dalle aree remote di Dhorpatan, Dolpo e Mustang — regioni montuose dove l’accesso alle cure è quasi inesistente e la tradizione tibetana è ancora profondamente viva. Per questi giovani, diventare Amchi è un atto di appartenenza e di responsabilità verso la propria comunità.
Costruire pezzo per pezzo
Il progetto si sviluppa in tre fasi: la realizzazione del dormitorio, della mensa con cucina e alloggi per gli insegnanti, e infine di biblioteca e aule.
Le prime due fasi sono state completate e la scuola è operativa.
Sul terrazzo dell’edificio della mensa è stata allestita un’area per l’essiccazione e lo stoccaggio delle piante medicinali, ingredienti fondamentali per la preparazione delle medicine.
Oggi circa 20 studenti vivono e studiano nella scuola. Ogni estate trascorrono più di un mese in aree rurali remote: raccolgono piante medicinali e offrono visite mediche gratuite nei villaggi, portando cure a chi altrimenti non potrebbe permettersi di accedervi.


La targa in memoria di Nadia

In memoria di Nadia
In questo modo viene realizzato il senso profondo del progetto: tenere vivo un legame tra una cultura millenaria e le comunità che ancora oggi ne hanno bisogno. Un obiettivo reso possibile anche grazie alla donazione in memoria di Nadia, il cui ricordo continua così a tradursi in cura, conoscenza e vita.



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