Un mare di pensieri, una montagna di idee – Newsletter estiva n. 3 del 31 luglio 2026
Vermentino
di Marco De Santis
Il Vermentino é pietra granito, luce mediterranea e vento di maestrale.
Se c’è una varietà di uva da vino che il nostro pensiero associa istintivamente al mare e magari alla vacanza questa è il Vermentino. Non è un caso: il Mediterraneo è stato per millenni un “medium” tra le sue sponde di Ponente e di Levante.
Un’identità viva e vitale, che si riflette anche nei tanti nomi con cui il Vermentino viene chiamato a seconda del territorio: è Pigato in Liguria, Favorita in Piemonte,Rolle in Francia, Malvoisie de Corse sull’isola francese o Listan d’Andalusia.
Se il Vermentino ha molte case lungo le coste del Mediterraneo occidentale, la Sardegna resta la sua terra d’elezione e in particolare la Gallura, la regione nord-orientale dell’isola.
In Gallura il paesaggio é scolpito dal vento e dall’acqua: rocce di granito levigate nel tempo hanno assunto forme sorprendenti, c’è chi vi legge la sagoma di un elefante, di un’aquila, di un orso. Il vitigno é allevato vicino al mare, insieme a una fitta macchia mediterranea con querce, sughere e olivastri.
A rendere unica la Gallura contribuiscono anche le forti escursioni termiche tra giorno e notte, che regalano al vino la sua caratteristica varietà aromatica.
Il Vermentino di Gallura DOCG si presenta con un colore giallo paglierino intenso, con dei bei riflessi dorati. Al naso esprime profumi intensi e raffinati di pesca a polpa bianca, ginestra ed erbe aromatiche. In bocca è un vino di equilibrio: la morbidezza bilanciata da una fresca acidità; un retrogusto lievemente amarognolo che ne firma il carattere.
Grazie alla sua freschezza e alla spiccata nota sapida,il Vermentino è un vino estremamente versatile, capace di accompagnare magnificamente i piatti di pesce; é delizioso con un’insalata di polpo e patate o uno spaghetto con le arselle.
E’ protagonista naturale dei pranzi all’aperto e delle cene in compagnia, secondo un’antica usanza mediterranea, perché il miglior modo di bere Vermentino é parlare di mare insieme ai vostri amici.
Pomodori col riso
di Pino Farlese
Pranzo in spiaggia chiama pomodori col riso, anche se sarebbe più giusto dire riso nei pomodori….tra i pochi piatti di riso della tradizione romana o ebraico romana.
Il riso marina nella polpa dei pomodori svuotati, ben condita coi soliti aglio, olio, sale, pepe e a piacere origano, basilico.
Inserito il riso nei pomodori si va in forno su letto di patate e poi si lascia intiepidire. Per qualcuno la parte più golosa è il coperchio di pomodoro bruciacchiato….ci sta.
Il riso è il cibo principale per metà della popolazione del globo e, rispetto alla produzione, è il terzo prodotto agricolo mondiale. A Roma il riso non si produce eppure i pomodori col riso ed i supplì, per esempio, sono spesso sulle nostre tavole.
La storia del riso, dell’espansione della sua coltivazione e dell’uso che se ne fa nelle parti più disparate del pianeta è illuminante per comprendere l’assurdità delle tesi identitarie in agricoltura e non solo.
Il riso che arriva dall’Asia, che si diffonde in India, che sbarca in Italia con gli arabi, racconta di contaminazioni, ibridazione, mescolamenti.
Oggi “l’esaltazione del “locale” e del “nostro” ha spesso finito per tradursi in forme sottili – o esplicite – di rifiuto dell’altro, dell’altrove, del diverso. In nome della difesa di una presunta “purezza territoriale”, si sono rafforzati discorsi anti-scientifici, sospetti verso la tecnica, e chiusure xenofobe mascherate da autenticità gastronomica.
(https://www.intravino.com/primo-piano/dal-paesaggio-al-paesismo-il-vino-naturale-da-rivoluzionario-a-reazionario/)
Insomma, attenzione, la parola identità è pericolosa…
Timbuctu di Marino Sinibaldi
16 lug 2025 – 11 min Ep. 345 – L’identità nazionale e altri miti che capovolgono la storia. Le bugie delle mappe di Paul Richardson, Marsilio
https://www.ilpost.it/podcasts/timbuctu/ep-345-lidentita-nazionale-e-altri-miti-che-capovolgono-la-storia
