articolo estate 2026

Cronache romane di un’estate torrida


Un mare di pensieri, una montagna di idee – Newsletter estiva n. 7 del 28 agosto 2026


Cronache romane di un’estate torrida

di Caterina Busetta

Questa mattina per liberare casa dalla mia presenza e lasciarla libera alla signora che viene a fare le pulizie non sapevo proprio dove andare. Il mio abbonamento alla piscina era scaduto e sarà rinnovato solo a settembre; è lunedì ed i musei sono chiusi; i centri commerciali sono freschi, ma non li sopporto. Mi è venuto in mente che potevo andare alla biblioteca comunale di Via Penazzato: lì sicuramente avrei trovato aria fresca, silenzio e qualcosa di interessante da sfogliare.
Mi incammino con mio figlio e arrivo in biblioteca. Entriamo, ognuno di noi cerca qualcosa da leggere o sfogliare e si accomoda in poltrona. In sala lettura ci sono alcune persone assorte nello studio o collegate al computer, tutto è silenzioso, ovattato, ogni tanto entra qualcuno a restituire libri presi in prestito o a chiederne: un signore in sedia a rotelle, una signora con bimbetta al seguito, un paio di ragazze adolescenti e poi: SORPRESA. Da un’ala diversa rispetto a quella dove si trova la sala lettura escono 10/15 bimbetti dell’età di 4 o 5 anni, accompagnati da giovani adulti che li portano verso l’uscita. I bimbi escono tranquillamente, senza strepiti, senza spingersi, senza disturbare. Dopo circa un quarto d’ora arriva un altro gruppo di bimbetti poco più grandi dei precedenti; anche loro sono tranquilli e con ordine si dirigono, insieme ai loro accompagnatori, nella sala da dove è uscito il gruppo precedente. Scopro che si tratta della sala giochi.
Noi continuiamo a leggere, dopo un po’ di tempo, il secondo gruppo di bambini, molto compostamente, esce. Passano alcuni minuti e si presenta il terzo gruppo, anche questo accompagnato da tre ragazzi; quando escono uno di questi mi sorride e mi saluta. A questo punto chiedo (per confermare la mia ipotesi) se si tratta di un centro estivo e lui mi risponde di sì; il ragazzo è un mio ex alunno. Quanti ne incontro… e se non sono loro si tratta dei genitori e sono tutti sempre molto contenti, si ricordano volentieri di me e sembrano aver trovato la loro strada.
Allora ho seminato bene!
Ciò che più mi ha entusiasmato oggi, però, è vedere che gli organizzatori di quel centro estivo portano i bambini in biblioteca. Bene così, è giusto e sacrosanto iniziare al più presto a far amare i libri, a far frequentare le biblioteche pubbliche. C’è speranza a questo mondo!


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