Un mare di pensieri, una montagna di idee – Newsletter estiva n. 5 del 14 agosto 2026
Associamoci: La macchina della solidarietà
di Piero Belardi, de “La Máquina de los Sueños”
Cari amici, non sempre possiamo trasmettervi notizie belle e positive. Cerchiamo di farlo quando possiamo, consapevoli dell’importanza di non aggiungere drammi ai tanti già in corso ovunque. Ma questa volta l’evento tocca da vicino le famiglie legate all’associazione per farci presente, ancora una volta, quanto le diseguaglianze incidano sulla vita delle persone. Quest’anno l’inverno si sta facendo sentire con particolare rigore in Argentina.
Temperature diversi gradi sotto lo zero dalle parti dell’Associazione non sono molto comuni.
Una temperatura percepita di -8° nella nostra città di La Plata è un evento più unico che raro. Certamente è una temperatura che influisce in modo drammatico sulle famiglie che vivono in abitazioni precarie, principalmente di legno; che non hanno il bagno ma una latrina ad alcuni metri di distanza e soprattutto che non hanno molti mezzi per difendersi dal freddo.
Già, perché la liberalizzazione delle tariffe dei servizi ha fatto sì che il prezzo del gas e dell’energia elettrica sia schizzato alle stelle e ha fatto diventare una bombola del gas un bene pregiato, un bene di lusso, che quasi nessuna famiglia si può permettere. Così l’unica alternativa per non crepare dal freddo rimane il braciere, arma micidiale in quelle case di un solo ambiente dove vivono e dormono in tanti, adulti e bambini. Infatti il problema principale si presenta durante la notte: letti condivisi da più bambini, materassi di gommapiuma infiammabili, alcuni direttamente appoggiati a terra. Ed ecco che gli incendi diventano la normalità e queste famiglie devono ringraziare di uscirne vivi da questi roghi.
È successo adesso, in questi giorni, a una delle famiglie vicine all’Associazione che ha due dei figli in adozione a distanza nel nostro progetto “Padrinos Escolares”. Otto bambini di 2, 4, 6, 8, 10, 13, 15 e 17 anni sono usciti con qualche ustione e sono stati ricoverati per inalazione di fumi tossici; il papà invece ha avuto la peggio con bruciature sul volto. Ma per fortuna sono usciti tutti vivi dalla casa ridotta in cenere. In altri casi (molti in questi giorni), le persone non sono state altrettanto fortunate.
Questo significa “perdere tutto” e la frase è da prendersi alla lettera. Il lato positivo, che sempre si trova, è la macchina della solidarietà che si mette in moto immediatamente: trovare un alloggio provvisorio, trovare almeno in parte gli oggetti, i vestiti, che facevano parte di quel “tutto” che è andato perso.
Per questo, potete capire, l’Associazione, con le sue aule, con la sua scuola, i suoi corsi e attività, diventa per queste famiglie un rifugio dove certamente “si sta meglio che a casa” e dove, almeno per alcune ore, i bambini sono in ambienti minimamente riscaldati e protetti. “Minimamente”, perché anche l’Associazione soffre del taglio delle agevolazioni per le tariffe dei servizi elementari e tutti rimangono soggetti alle logiche di un “Mercato” che non guarda in faccia a nessuno.
La macchina della solidarietà: un giro immediato di messaggi whatsapp, di telefonate incrociate, di ricerca dei modi più rapidi ed efficaci per raccogliere aiuti e sistemare le famiglie. La Máquina de los Sueños fa parte di questa macchina più grande che non ha un nome ma che risiede nel cuore delle persone “di buona volontà”.
