articolo estate 2026

Manuela


Un mare di pensieri, una montagna di idee – Newsletter estiva n. 6 del 14 agosto 2026


In vacanza – Manuela


di Gualtiero Todini

Estate 1981, Ortona, mare d’Abruzzo. Sto pranzando da amici. Dal salone mi metto in cerca del bagno e mi trovo in un andito dove si affacciano più porte. Dopo una breve esitazione, apro quella a vetro opaco: il bagno non mi sembra sul tono del salone, c’è lo stendipanni, c’è la lavatrice, non c’è la vasca, l’asciugamani al lavandino è un po’ sdrucito. Riesco.
Manuela – sette anni, quest’anno fa la seconda – ha seguito furtivamente i miei movimenti, poi è scappata in cucina. Ritorna subito e, furbetta, una delle altre porte, mentre anche la mamma interviene dalla cucina: “Gualtiero, quello dove eri entrato è il bagno di servizio!”. “Che di servizio – ribatte pronta Manuela – quello è il bagno della nonna!”.
Entro nel bagno-bagno e ci trovo, naturalmente, sanitari luccicanti, maestosi come i mobili del salone; l’asciugamani e la salvietta del bidè sono lindi e stirati.
A tavola Manuela, che siede al mio fianco, quando mi vede prendere melone e prosciutto, mi dice d’un fiato: “Perché non aspetti le fettuccine? Non ti piacciono, che?”. I miei amici cercano di incrociare Manuela con occhiatacce ricche di significato e, dopo un attimo di imbarazzo, il padre le chiede scandendo le parole: “Perché, tu l’antipasto non lo vuoi?”.
Dopo l’antipasto, arrivano le fettuccine, servite nella scodella; poi involtini e piselli li mangiamo nel piatto; ma poi c’è anche la bistecca di maiale e l’insalata, che mangiamo in un altro piatto. A questo punto, Manuela, che non aveva più fiatato, si lascia scappare: “Ma oggi mi sembra proprio di stare al ristorante, stiamo sempre a cambiare i piatti”. Interviene la madre, parecchio stizzita: “Ma che cosa dici?”. Manuela non risponde, eppure ne avrà di cose da dire sulle ipocrisie di noi grandi.
Quando è l’ora di mangiare le paste, che io naturalmente ho portato, Manuela se ne prende una, dopo averne tastate alcune con i polpastrelli delle dita, per saggiarne la morbidezza. “Ma che stai facendo?” – questa volta è la nonna che la rimprovera – “Le paste si scelgono con gli occhi. Manuela la guarda con uno sguardo intenso, brigante, ma tace: ha imparato presto ciò che le conviene…
Quando sto per andarmene, quasi sulla porta mi sento prendere per la mano da Manuela, che mi dice sottovoce con calore: “Domenica ritorni?”.


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