News, un bastimento carico di

E’ arrivato un bastimento carico carico di… U

Redazione

lbaldini


Il resoconto di Alessandra M. e Stefano P., questa volta ci conduce a Baltimora e ci racconta dell’origine dell’Inno americano. I nostri corrispondenti poi, ci informano che anche negli Usa le festività sono numerose e molto apprezzate. Come potrete leggere, sulla scelta dei giorni da festeggiare anche dall’altra parte dell’Oceano sono parecchio complicati.


U come United States national anthem


Baltimora è rinomata per essere la sesta città più pericolosa degli Stati Uniti, ma se si rimane nella zona centrale è una bella cittadina che si affaccia su un fiume dal nome ridicolo (Patapsco). Dista circa un’ora di macchina da Washington e, quindi, siamo andati a visitarla in una fredda e soleggiata domenica di inverno.


Fort Mc Henry

A difesa della città lungo le rive del Patapsco si erge Fort Mc Henry, rinomato perché teatro di una importante battaglia durante la guerra di indipendenza dal Regno Unito. In perfetto stile americano, nel forte si trova un piccolo e grazioso museo dove, tra l’altro, proiettano, su un grande schermo, la storia della battaglia. Alla proiezione assiste una massa di “scappati di casa” americani stravaccati per terra a mangiare pop corn e bere coca cola. Appena finisce la proiezione, il grande schermo si solleva e scopre una enorme vetrata al di là della quale si vede sventolare una bandiera americana in cima ad un alto pennone. Contemporaneamente parte l’inno americano e quelli che erano “scappati di casa” sparsi sul pavimento scattano in piedi, tutti con la mano sul cuore. 

La storia dell’inno americano, United States national anthem, inizia il 13 settembre 1814, quando da poco più di un paio d’anni Regno Unito e coloni americani erano in guerra. La flotta inglese stringeva d’assedio il forte con l’intenzione di espugnarlo e di occupare il porto di Baltimora. L’avvocato americano Francis Scott Key si trovava a bordo di una nave da guerra inglese per negoziare uno scambio di prigionieri. Da quel punto di osservazione Key poté osservare il devastante bombardamento che la flotta inglese scagliò contro il forte per un giorno e una notte. Quando sorse l’alba Key vide, tra i fumi delle bombe, sventolare ancora la bandiera americana sul bastione del forte, a testimoniare che la resistenza degli assediati non era stata sconfitta. Mentre la flotta inglese si ritirava, Key scrisse di getto un breve testo su quella bandiera sventolante: “Star-spangled Banner”. Dato che i coloni americani erano gente alla buona, Key fece musicare il testo dal fratello e, nel giro di poco tempo “Star-spangled Banner” si diffuse in tutti gli stati diventando molto popolare.
Nonostante fosse stato popolarissimo sin dai tempi della guerra di indipendenza, il brano venne adottato come inno nazionale dal Congresso degli Stati Uniti solo il 3 marzo 1931.
By the way, la bandiera originale del forte di Baltimora è esposta nel National Museum of America History di Washington.



U come United States Presidents’ day or Washington’s birthday?


Gli Stati Uniti hanno tante festività, l’elenco è molto più lungo di quello riportato di seguito, perché agli americani piace far festa e divertirsi e amano tantissimo il tempo libero.

La legge federale riconosce le seguenti festività:

  • New Year’s Day: 1° gennaio
  • Martin Luther King Day: terzo lunedì di Gennaio
  • Presidents’ Day: terzo lunedì di Febbraio
  • Memorial Day: ultimo lunedì di Maggio
  • Independence Day: 4 Luglio
  • Labor Day: primo lunedì di Settembre
  • Columbus Day: secondo Lunedì di Ottobre
  • Veterans Day: 11 Novembre
  • Thanksgiving Day: quarto giovedì di Novembre
  • Christmas Day: 25 dicembre

E’ degno di nota il fatto che molte festività cadono di lunedì perché ciò consente di allungare il weekend e di godersi la vita al di là del proprio lavoro!

Noi ci concentreremo su una festività in particolare ovvero il Giorno del Presidente, anzi il Giorno dei Presidenti. Infatti come si può osservare Presidents è plurale altrimenti avrebbero scritto, sempre con il genitivo sassone, President’s Day. 
Questo non è un dettaglio perché accanto al primo Presidente degli Stati Uniti, George Washington, si vuole celebrare un altro grande Presidente Abraham Lincoln, considerato sia dagli storici sia dall’opinione pubblica uno dei presidenti più importanti d’America. 



Se pensate che in Italia non ci si trovi d’accordo su nulla, non sapete che “caciara” c’è qui negli USA dove neanche su una festività così importante il Governo federale riesce ad accordarsi con i singoli Stati e soprattutto con l’opinione pubblica.

Nel 1885 si stabilì ufficialmente di istituire una festa federale per commemorare il compleanno di Washington. A quella data era morto anche Lincoln ed alcuni Stati volevano che la festa del Presidente fosse dedicata anche a lui. Giusto per aumentare la confusione, non pensiamo che questo anelito l’abbiano avuto anche gli stati del sud che erano stati da poco sconfitti da Lincoln. 

La richiesta di includere anche Lincoln tra i presidenti da celebrare non è stata accolta e fino al 1968 il giorno festivo era fissato in corrispondenza del compleanno di Washington, il 22 febbraio. Nel 1968 il Congresso approvò l’Uniform Monday Holidays Act che spostò diverse festività per farle cadere sempre di lunedì, compresa quella del compleanno del primo Presidente degli Stati Uniti.

Il nodo se festeggiare uno o due presidenti non è però mai stato sciolto ufficialmente, ma si è adottata una soluzione in perfetto stile democristiano. Infatti, Washington è nato il 22 febbraio e Lincoln il 12 febbraio e allora quale data scegliere per festeggiarli entrambi e non far un torto a nessuno? Ma è chiaro…. il terzo lunedì del mese che può avvenire solo tra il 15 e il 21 febbraio!

Infatti secondo il Governo federale il terzo lunedì di febbraio si festeggia ufficialmente George Washington ma molti americani e con loro alcuni Stati festeggiano anche Lincoln e da qui, allora, la festa cambia nome e viene chiamata Presidents’ Day anche se il cambio di nome non è mai stato autorizzato dal Congresso e l’uso popolare si è ormai consolidato. 

E così gli americani possono dormire sonni tranquilli perché possono onorare e festeggiare entrambi i Presidenti. L’importante è far festa e gozzovigliare con birra, hamburger e patatine fritte!


2 Comments

  1. Grazie ale e stefano…..riuscite a darci nozioni storiche con la leggerezza che serve ….e che riesce a farci sorridere…

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