sabato 15 novembre 2025
E – Anello nei dintorni di Marsia
Torniamo a Marsia. Ma come ci siamo già stati più volte! Va bene dai, anche se siamo a novembre torniamo a Marsia, tanto le mezze stagioni non ci sono più. Se è per questo neanche quelle intere, di stagioni ci sono ormai e lo vedremo cammin facendo. Il nostro percorso è un anello. Quanto mi piacciono gli anelli! La novità però non è questa, ma la prima volta, come guida, di Donatella che non nasconde di essere un po’ emozionata. La prima volta è sempre così perché ci si confronta con chi svolge da anni quel ruolo, ma ognuno ha le sue modalità e poi Donatella si è dimostrata più che all’altezza, ci aspettiamo quindi una seconda e terza e quarta volta in futuro.
Bene partiamo in 15, tutti esperti, tutti entusiasti anche se manca Silvia che ha pensato bene di rompersi un braccio e mezzo prima ancora del trekking. Guarda te. Non si fa così. Cosa ti sei anticipata a fare cara Silvia. Pensiamo a te mentre i nostri passi calpestano foglie dai colori autunnali, i nostri occhi vedono margheritine primaverili e qualche fungo. Segno dell’imminente
inverno? Neanche per niente. C’è chi cammina a maniche corte: ecco l’estate. Penso proprio che Vivaldi avrebbe dei problemi oggi a comporre Le quattro stagioni.
Il nostro andare è tranquillo e come sempre è accompagnato dalle chiacchiere che ci contraddistinguano. Tra prati fioriti, faggete, saliscendi, laghetti il passo è sicuro: nessuno scivolone, niente feriti, tanta voglia di stare insieme a respirare aria buona. La solita pausa per la merenda di metà mattina proprio come fanno gli studenti quando suona la campanella della ricreazione; qui, però, tuttalpiù suona qualche campanaccio delle mucche. La visione più bella, tuttavia, è quella dei cavalli al galoppo, vicino ad uno dei due laghetti (artificiali? Chissà?). Tante volte abbiamo incontrato cavalli, ma vederli galoppare anche se per poco tempo nelle verdi praterie
ci riporta un po’ ad altri tempi, a Tex Willer, ai nativi americani o ai butteri. Fate voi. Tra un passo e l’altro abbiamo anche l’occasione di fare una raccolta di bacche di ginepro qualcuno le userà quando cucina la carne, qualcuno, forse, ne farà un liquore. La giornata continua a scorrere
piacevolmente e il nostro andare costante ci conduce fino all’ora del pranzo, quella che tutti apprezziamo molto. Un prato asciutto sarà il luogo del nostro “frugale” pasto. E chi ci rede? Qualcuno sfodera il solito panino, qualcuno tira fuori un contenitore con verdure varie, c’è chi ha
portato riso arricchito variamente, però ciò che non manca mai è la cioccolata di fine pranzo, il dolcetto, i Condorelli. Come al solito, insomma, non ci facciamo mancare nulla. Certo, altrimenti non saremmo enogastroiris. Ci limitiamo, però, a bere acqua, sono finiti i tempi di quando c’era sempre qualcuno che portava del vino.
Croce di tufo, pratone, rifugio: non manca niente di ciò che ci era stato promesso. Prestiamo attenzione ai sassi che si nascondono infidi sotto le foglie che tappezzano buona parte del percorso ed arriviamo sani, salvi e soddisfatti al punto di partenza. Incontriamo nuovamente Maurizio che,
pur non essendo venuto con noi, dice di aver fatto il nostro stesso cammino in meno tempo. Non è vero, ha tagliato una parte. Entriamo trionfanti al bar del campeggio Europing, ci accomodiamo e ci godiamo un più che meritato caffè.
A me non sono sembrati 10 km, ma meno. Sicuramente perché il salire e scendere era lieve, la compagnia gradita, il tempo più che buono. Bella giornata sì, bella davvero e abbiamo tutte e tutti una gran voglia di bellezza in questi tempi bui.
Caterina

Grazie per avermi regalato questo bel racconto ambientato in posti del mio cuore
scrittura vivace, arguta. Grazie, Caterina. Un po’ mi hai sorpreso. Gual