newsletter: Conversazioni iridate

Un roscio un po’ speciale


numero 20 – Newsletter dell’Associazione Arcoiristrekk – aprile 2022


Premessa.

“Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riescire un fior di birbone” (Giovanni Verga, “Vita dei campi”, novella “Rosso Malpelo”), ecco, Fernando è un roscio ma sicuramente non è malpelo. Se c’è una cosa che lo contraddistingue è la generosità.

Scavando nell’album dei ricordi di Arcoiris eccolo che lo trovo a disincagliare il bus della gita all’Elba rimasto incastrato in un tornante maligno. Fu l’unico fra tutti noi, compreso l’autista, che sapesse fare ciò che necessitava.

E quel maledetto giorno che costò la caviglia ad Anna? Chi c’era tra quelli che si adoperarono per uscire da quella trappola di fango e dolore? Lui, Fernando. Poi, dicono, che sia meglio pagargli un vestito nuovo che invitarlo a cena, ma queste sono autentiche malelingue!

Oggi

Partiamo dagli inizi. Ti ricordi la prima escursione che hai fatto con Arcoiris?

Si, la prima escursione è stata quella fatta a Marsia nel 2010. La carissima Roberta e Maurizio furono le guide. Non ricordo quanti fossimo. Eravamo sicuramente una allegra combriccola. Fu facile sentirvi amici subito. Ci ripromettemmo con Gabriella di continuare a frequentarvi. E così è stato!

Come ci hai conosciuti?

Ci siamo conosciuti tramite Paola, l’amica comune.

Cosa ti ha convinto a continuare nella frequentazione di Arcoiris?

L’ambiente sereno, empatico, ma anche la propensione a confrontarsi apertamente sui temi sociali, la voglia di approfondirli nel rispetto delle opinioni di tutti. Però, siccome ‘chi si assomiglia si piglia’, ho constatato che moltissimi di noi, forse tutti, abbiamo perlopiù dimostrato le stesse sensibilità e propensioni. Sennò sai le litigate, su certi argomenti (v. razzismo), sono piuttosto intransigente!

Quale escursione ricordi con più piacere?

Sicuramente ricordo con particolare piacere il fine settimana sulla Costiera Amalfitana o il fine settimana a Siena, ospiti di un rione; ma poi, pensandoci, ogni uscita mi ha arricchito. L’unica che non avrei mai voluto fare, anzi che non si fosse mai svolta, è quella a Vasto,  sento ancora una pena profonda.

E quella più disastrosa?

Potrei parlare della gita a Pitigliano attraverso i camminamenti rupestri degli Etruschi o quella intorno al lago di Montepulciano, piovve tantissimo e camminammo nel fango tutto il giorno. Ma non le definirei disastrose, solo più faticose, con la stanchezza alleviata dalla piacevole compagnia degli amici di Arcoiris.

Uno dei tratti fondamentali di Arcoiris si ritrova nei legami d’amicizia che si sono stretti tra tanti di noi.

Mi piace pensare che tra noi, pur con una frequentazione piuttosto sporadica, si sia instaurato un legame affettivo solido, per alcuni sicuramente basato su sentimenti di amicizia e confidenza. Per tutti sono convinto si tratti di un sentimento di profondo rispetto.

Gli uomini non hanno più tempo di conoscere nulla. Comprano le cose già fatte nei negozi. Ma siccome non esistono negozi che vendono amici, gli uomini non hanno più amici.” (Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe, Bompiani).

Che ne pensi?

Ieri

Non credo che non si abbiano amici. E’ purtroppo vero che ne abbiamo pochi. I nostri impegni, lavorativi e familiari, ci assorbono completamente. I rapporti sono facilitati dai social, ma spesso sono frettolosi e non raramente insinceri. E per questo che la nostra Associazione, così come l’avete pensata, e che spero di contribuire a perdurare, va sostenuta. Gli amici non si comprano, e allora cerchiamo di conquistarli con i nostri valori da promuovere e condividere: la pace, l’onestà, l’uguaglianza, il senso civico. Molto di questo l’ho trovato in Gastroiris. Ops! Arcoiris.

Durante le uscite di Arcoiris le battute si sprecano, tanto che la frase “l’escursionista di Arcoiris non si perde mai d’animo, si perde e basta” ha rischiato di diventare il motto dell’associazione. Tra i protagonisti di queste vere e proprie sfide che si sviluppano durante i nostri percorsi ci sei anche tu. Ti ricordi qualcuna di queste battute?

Le battute no! Ricordo invece le sonore risate alle battute/freddure di Peppe, il leitmotiv delle nostre passeggiate.

Arcoiris poi è anche Gastroiris. Normalmente abbiamo un buon rapporto con bevande e cibo. Le esperienze da non dimenticare?

Una bella serata tutti insieme a tavola, più delle pietanze, è fra i ricordi che sono più vivi. Però una menzione la merita la cucina dell’albergo Tiziana sul lago di Montepulciano (per non smentirsi!!!).

E invece quelle fallimentari?

Nessuna! Categorico.

Nel resoconto del trekk urbano svolto ad Ancona trovo scritto che tu dimenticasti il pranzo al sacco! Te lo ricordi? Ti sembra possibile?

No. Dovevo essere impazzito! Ho cancellato dai miei ricordi quest’onta. Ma mi sono ripreso, insieme a una decina di chili in più.

Fino a qui viene fuori il ritratto di un Fernando assai goloso. È certo così, ma, in realtà, tu sei sempre in prima fila in tutte le occasioni in cui visitiamo una mostra o un museo o in cui camminiamo occupandoci di “temi alti”. C’è un museo o un luogo d’arte a Roma o anche in altre città che ci consiglieresti di visitare con l’associazione?

Per caso te ne ho parlato nell’ultima passeggiata, è il Museo Criminologico – è situato nel Palazzo del Gonfalone, un ex carcere minorile voluto da Papa Leone XII nel 1827, tra via del Gonfalone e via Giulia – è temporaneamente chiuso ma è molto intrigante. È (era, quando l’ho visitato 2/3 anni fa)  suddiviso in sezioni: crimini,  ricerca di prove e indagini giudiziarie, esecuzioni.

E invece uno o più temi che potremmo usare per organizzare dei trekk urbani? I trekk urbani ci rimandano al camminare in città.

Esprimo solo una preferenza: a me piace girovagare e conoscere i centri più piccoli.

Il camminare fa bene. Medici, filosofi, pensatori, scrittori ne hanno parlato. Fra gli ultimi, Michele Serra ne Gli sdraiati, edizioni Feltrinelli, fa dire al protagonista “So che non ti piace camminare, ma guarda che è solo un pregiudizio. Camminare è una guarigione. Un’esperienza di salvezza. Mi devi credere.”

Tu sei un camminatore anche nella vita quotidiana?

Qual è il tuo rapporto col camminare?

Con Gabriella camminiamo abbastanza. Abbiamo la fortuna di abitare nei pressi del parco dell’Appia Antica, approfittiamo spesso di questa opportunità.

Camminare significa andare lenti. “Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo, perché andare a piedi è sfogliare il libro e invece correre è guardarne soltanto la copertina.” (Franco Cassano, Il pensiero meridiano, Laterza).

Che ne pensi: è ora di rallentare un po’?

Camminare (sulla strada) è una metafora del procedere nella vita. Sono d’accordo che bisogna rallentare, per avere più tempo di parlare con i nostri compagni di viaggio. Ci si arricchisce.

È il momento dei consigli: un libro e un film. Scegli tu, magari se c’entra l’escursionismo è meglio, ma comunque i nostri lettori sono di “larghe” vedute.

Un libro su tutti: Io non mi chiamo Miriam, di Majgull Axelsson.

L’altroieri, col gemello Antonio: indovinate qual è Fernando!

Per quanto riguarda il film, spero che al più presto si possa vedere il film documentario girato da mio fratello Antonio: I ragazzi della Umberto I. A me è piaciuto e mi ha emozionato molto (non per la parentela).

[l’intervista è stata raccolta da Luciano B.]

3 Comments

  1. bella questa intervista, grazie a tutti e due
    È un modo per far conoscere meglio la nostra associazione a quelli che non la frequentano 😊

  2. Fernando dice: “Fu facile sentirvi amici subito”. È verissimo. Quando durante le escursioni, si rincontrano persone che non si vedono anche da anni, è come se non ci fosse stata mai interruzione. Arcoiris accoglie senza pregiudizi, condivide le proprie conoscenze, mette a disposizione il proprio tempo, aiuta senza chiedere niente in cambio…

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